‘Escape From Tarkov’ è il primo videogioco a subire le sanzioni inflitte alla Russia

Come tutti sappiamo la guerra innescatasi per via dell’invasione della Russia dell’Ucraina ha portato ad una serie di provvedimenti internazionali nei confronti del paese guidato da Putin.

Ovviamente la prima grande conseguenza è la paura nelle persone sul loro stato di sicurezza. Dall’altro lato le sanzioni economiche stanno mettendo in ginocchio diversi settori della Russia, in primis quello finanziario.

Anche gli esports e i videogiochi sono stati toccati in prima persona da questa vicenda, in particolare il titolo ‘Escape From Tarkov’. Si tratta di uno shooter in prima persona ideato dallo studio russo Battlestate Games. La caratteristica di questo gioco è che rispecchia le condizioni reali e così anche le monete di scambio utilizzate fluttuano come nel mondo reale.

La rimozione delle banche russe dal sistema dello SWIFT ha portato a una svalutazione del rublo del 30%, e questo è successo anche in Tarkov.

Così adesso fucili e munizioni sul gioco vengono vendute solo in euro o dollari per evitare perdite dovute al basso valore del rublo.

Ovviamente Russia e Ucraina hanno ben altro a cui pensare rispetto alle oscillazioni di prezzo e alle perdite verificatesi in un videogioco; da questa storia però si evince come tutto il mondo e tutti i settori siano in qualche modo collegati tra di loro.


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