La caduta di Ron Johnson: Riot Games ha deciso di licenziarlo dopo il post razzista

Ne avevamo già parlato qualche giorno fa e la natura conclusione di essa è giunta, anche se non vi è nulla per cui esserne contenti nel mondo degli Esports.

Giorni fa, Ron Johnson, membro di alto spicco della Riot Games, la casa sviluppatrice che ha dato i natali a capolavori come Valorant e League of Legends, aveva pubblicato sui propri social media un post alquanto discriminatorio inerente George Floyd, l’afro americano che è stato brutalmente ucciso da un poliziotto, facendolo soffocare mentre lo stava bloccando per un crimine che a quanto pare non sussisteva.

Secondo Johnson, Floyd non era un santo e la sua vita era stata segnata da continui crimini, arrivando a giustificare l’azione del poliziotto, il quale, è incriminato e rischia moltissimo.

Ovviamente, questo a Riot Games non è piaciuto per nulla, condannando immediatamente il post e dicendo che avrebbe preso dei provvedimenti, i quali sono arrivati, con la soluzione più definitiva.

Riot Games ha deciso di licenziare Johnson rilasciando una lettera ufficiale dove prendono le distanze dal post del manager, definendolo “Schifoso” e fuori dai dettami della Software House .

Il problema del razzismo è qualcosa di incredibilmente presente nella maggior parte del mondo e la software house dedicata agli Esports sta facendo di tutto per combatterlo.

 


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