Eports in Australia: cinque player rischiano fino a 10 anni per match-fixing su CS:GO

Cinque persone australiane sono state sospettate di match-fixing, venendo accusate di corruzione in seguito ad attività di betting sospette lo scorso anno. Questo risulta essere il primo caso di investigazione da parte della polizia negli esports.

Le autorità australiane hanno dichiarato che la settimana scorsa, i cinque uomini sotto inchiesta hanno avuto il massimo della pena di 10 anni di prigione; il match-fixing in questione è avvenuto lo scorso Marzo portandoli a guadagnare circa 30.000$.

La vicenda si è svolta durante il popolare CS:GO Tournament ESEA – Mountain Dew League 2019 e ha portato ad un’investigazione che ha coinvolto la Sporting Integrity Intelligence Unit e la Organized Crime Intelligent Unit concludendosi con l’arresto di cinque dei sei uomini coinvolti. Tra le accuse ai cinque ventenni australiani spicca principalmente quella di aver utilizzato informazioni corrotte a scopo di betting; uno dei ragazzi è stato anche contestato il possesso di Cannabis.

La vicenda si è risolta molto in fretta grazie alla veloce reazione della polizia di Melbourne in seguito ad una notifica da parte di un’agenzia locale di esports betting che ha visto delle attività sospette in seguito alla scommessa.

I ragazzi si troveranno di fronte alla giustizia nel Settembre di quest’anno. Questo potrebbe essere il primo caso mondiale in cui una condotta del genere viene punita con una pena severa come la prigione.


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