Far entrare 22 calciatori, un pallone, due porte e possibilmente anche un arbitro nello schermo da 2,3 pollici (poco meno di 6 centimetri) del Game Boy Color non era un’impresa semplicissima. Eppure, tra il 1999 e il 2002, parecchi sviluppatori ci provarono. Alcuni cercando di spremere fino all’ultimo pixel della console portatile Nintendo, altri limitandosi a mettere il volto di un campione sulla confezione e confidando nel suo richiamo.
Il risultato è una piccola collezione di giochi che oggi rappresenta un discreto salto nel passato per chi è cresciuto con una cartuccia in tasca e quattro pile sempre sul punto di abbandonarlo. Non soltanto FIFA e International Superstar Soccer: sul Game Boy Color passarono Ronaldo, David Beckham, Zinedine Zidane, David O’Leary e persino la J.League giapponese.
Non tutti i titoli presenti nell’elenco arrivarono ufficialmente sul mercato italiano. Alcuni furono pubblicati soltanto in Giappone, altri in Nord America, altri ancora cambiarono nome e uomo copertina attraversando una frontiera. Oggi il problema è molto più relativo: emulatori e siti dedicati al retrogaming permettono di recuperare anche produzioni che, all’epoca, sarebbe stato complicato persino vedere in fotografia. Le ROM sono facilmente reperibili e possono essere utilizzate rispettando il diritto d’autore e servendosi di copie ottenute legalmente. Che tempi fantastici che viviamo!
Abbiamo escluso i titoli puramente manageriali e accorpato le versioni regionali costruite sul medesimo gioco. Non abbiamo invece preparato una classifica dal migliore al peggiore: l’obiettivo è offrire un elenco completo. Chi vuole vedere immagini, sequenze di gioco e anche una possibile graduatoria può affidarsi al video che accompagna il pezzo (che mettiamo in coda e che ci ha ispirato nella creazione di questo articolo).
Quanto alle copie vendute, non esistono dati completi e attendibili relativi alle singole edizioni per Game Boy Color. Qualsiasi ordine commerciale finirebbe per mischiare numeri delle versioni PlayStation e PC, stime e supposizioni. Meglio procedere cronologicamente, evitando conti creativi.
Three Lions
Pubblicato su Game Boy Color nel 1999 e sviluppato da Tarantula Studios, Three Lions era la riduzione portatile del gioco ufficiale della nazionale inglese già arrivato su PC e PlayStation.
Il titolo cambiò identità in base al mercato: in Francia venne associato a Pro:Foot Contest 98, mentre l’edizione italiana delle versioni casalinghe fu presentata come Bomba: 98 All Champions Challenge, con Roberto Di Matteo in copertina. Non risulta però altrettanto chiara l’esistenza di una cartuccia italiana del Game Boy Color con quel nome; per questo manteniamo la denominazione britannica con la quale il gioco portatile è generalmente catalogato.
Dentro c’erano 53 nazionali, i nomi reali dei calciatori, amichevoli, rigori e un torneo modellato sul Mondiale. Il problema cominciava al fischio d’inizio: visuale dall’alto, animazioni ridotte al minimo, pallone che spariva quando entrava in possesso di un giocatore e una quantità di falli capace di spezzettare qualsiasi partita. Bisognava inoltre controllare manualmente il portiere. Non proprio il modo più rilassante di trascorrere un viaggio in autobus.
International Superstar Soccer 99
Il nome prometteva parecchio. International Superstar Soccer 99, pubblicato da Konami e conosciuto in Giappone come World Soccer GB 2, riuscì però a trasferire sul piccolo schermo soltanto una parte del fascino della serie.
Le 32 nazionali avevano i consueti nomi modificati in assenza delle licenze ufficiali, mentre le modalità si limitavano ad amichevoli, rigori e coppa internazionale. La visuale laterale mostrava calciatori piuttosto grandi e un’interfaccia insolitamente ricca per l’hardware, con nomi e punteggio sempre visibili.
I controlli poco reattivi, le animazioni scattose e i portieri quasi imbattibili rendevano però le partite parecchio faticose. Non si poteva neppure mettere il gioco in pausa: un dettaglio apparentemente secondario, almeno fino al momento in cui mamma chiamava per andare a tavola.
FIFA 2000
Arrivato alla fine del 1999, FIFA 2000 fu l’unico episodio principale della serie pubblicato per Game Boy Color. La versione portatile venne sviluppata da Tiertex Design Studios e distribuita da THQ.
Il contenuto era abbondante: oltre 60 nazionali, campionati, tornei, playoff e persino il calcio indoor. Mancavano curiosamente i nomi reali dei giocatori, nonostante il marchio FIFA fosse ben visibile sulla confezione.
La visuale isometrica riprendeva però con una certa efficacia quella dei capitoli a 16 bit e offriva una porzione di campo più leggibile rispetto a numerosi concorrenti. Qualche rallentamento nelle situazioni affollate era inevitabile, ma passaggi, tiri e conduzione del pallone funzionavano bene. La modalità indoor, più rapida e caotica, completava uno dei tentativi tecnicamente più riusciti dell’intero gruppo.
Ronaldo V-Football
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, mettere Ronaldo in copertina rappresentava già un piano commerciale abbastanza solido. Ronaldo V-Football era il titolo utilizzato in Europa, Italia compresa; la denominazione Ronaldo V-Soccer venne invece impiegata per il mercato nordamericano.
La versione Game Boy Color, realizzata da Bit Managers, offriva una quantità notevole di squadre tra club e nazionali. Le società non disponevano dei nomi ufficiali – l’Inter diventava semplicemente Milano – ma quelli dei calciatori erano presenti e le denominazioni delle squadre potevano essere modificate. Curiosamente, le rose comprendevano soltanto gli undici titolari: nessuna panchina e, di conseguenza, nessuna sostituzione.
La grafica colorata e la buona distanza della telecamera aiutavano, così come una discreta fisica del pallone. Meno riuscita la differenza di velocità tra chi portava palla, lentissimo, e i calciatori senza, apparentemente lanciati verso una finale olimpica dei cento metri.
J.League Excite Stage GB
Pubblicato esclusivamente in Giappone nel 1999, J.League Excite Stage GB portava sul Game Boy Color i 16 club del campionato nipponico dell’epoca. Non arrivò ufficialmente nei negozi italiani e i menu erano interamente in giapponese, ostacolo oggi molto più semplice da aggirare tra traduzioni online ed emulazione.
Le modalità disponibili erano poche, ma la presentazione aveva una personalità che mancava a prodotti ben più ambiziosi: stile anime, colori vivaci e simpatiche sequenze dopo ogni gol. In campo i giocatori si assomigliavano tutti e il pallone sembrava pesare parecchi chili, però le porte enormi favorivano partite ricche di reti.
Non un capolavoro dimenticato, insomma, ma una curiosità interessante per chi segue il calcio giapponese o vuole scoprire qualcosa che, in Italia, difficilmente avrebbe potuto incontrare all’epoca.
UEFA 2000
Non va confuso con il titolo ufficiale dedicato agli Europei pubblicato da EA. UEFA 2000, realizzato ancora da Bit Managers, utilizzava la stessa base tecnica di Ronaldo V-Football e raccoglieva tutte le 51 nazionali allora affiliate alla UEFA.
Le licenze erano gestite in maniera piuttosto bizzarra: il marchio UEFA c’era, il torneo principale si chiamava genericamente National Team Competition e alcune rappresentative, Germania compresa, non avevano i nomi autentici dei calciatori.
In compenso erano presenti amichevoli, qualificazioni, campionati, coppe personalizzate e allenamento. La modalità arcade accelerava il gioco e correggeva buona parte della lentezza vista nel titolo dedicato a Ronaldo, pur lasciando al giocatore il compito di indirizzare manualmente passaggi e conclusioni.
Total Soccer 2000
Per il mercato europeo generico il titolo corretto è Total Soccer 2000. Nel Regno Unito il medesimo gioco venne pubblicato come David O’Leary’s Total Soccer 2000, affidando la copertina all’allora allenatore del Leeds United; in Francia diventò invece Téléfoot Soccer 2000. Stesso gioco, confezioni differenti e un uso piuttosto disinvolto dei testimonial locali.
La selezione comprendeva club con licenza provenienti dai principali campionati europei, compreso quello italiano, ai quali si aggiungevano Celtic e Rangers. Erano disponibili amichevoli, competizioni nazionali, coppa europea, tornei personalizzati e partite tramite cavo Link.
La visuale dall’alto non faceva miracoli, ma il gioco rapido e immediato funzionava bene. Si poteva persino imprimere l’effetto ai tiri, possibilità tutt’altro che scontata su una console portatile a 8 bit. Durante le coppe bisognava invece simulare manualmente tutte le altre partite prima di disputare la propria: un modo originale per mettere alla prova la pazienza del giocatore.
International Superstar Soccer 2000
Konami tornò sui propri passi nel 2000 con International Superstar Soccer 2000, pubblicato in Giappone come World Soccer GB 2000.
Le nazionali salirono a 48 e alle amichevoli si aggiunsero coppe, piccoli campionati, tornei e rigori. Tornavano inoltre le caratteristiche impostazioni della serie, attraverso le quali modificare la condizione dei calciatori e l’abilità dei portieri.
I giocatori erano grandi e dettagliati, forse persino troppo: la telecamera risultava così ravvicinata da mostrare spesso soltanto due uomini, obbligando a seguire costantemente il radar. I controlli erano comunque più reattivi rispetto a ISS 99, la fisica del pallone migliorata e – udite, udite – finalmente si poteva mettere in pausa la partita.
The F.A. Premier League Stars 2001
The F.A. Premier League Stars 2001 puntava su una licenza precisa: il massimo campionato inglese, con club, rose e nomi reali.
Il gioco assunse titoli differenti in alcuni mercati europei: Bundesliga Stars 2001 in Germania, LNF Stars 2001 in Francia e Primera División Stars 2001 in Spagna. Non risulta invece un’edizione italiana chiamata Serie A Stars 2001, per quanto il titolo sarebbe stato perfettamente plausibile in quegli anni.
Krisalis Software scelse una visuale verticale dall’alto che ricordava Sensible Soccer, accompagnandola con comandi molto semplici e un’azione veloce. Il pubblico, i cori e gli effetti sonori contribuivano a creare un’atmosfera migliore rispetto alla media. Rimanevano portieri fuori scala e nessuna possibilità di modificare la difficoltà, ma il risultato era sorprendentemente godibile.
European Super League e Mia Hamm Soccer Shootout
Pubblicato in Europa nel 2001, European Super League raccoglieva 16 club europei con licenza ufficiale e nomi reali dei giocatori. Manchester United era il grande assente, sostituito dal Chelsea durante lo sviluppo.
Il gioco era una rielaborazione di Mia Hamm Soccer Shootout, edizione distribuita in Nord America con la campionessa statunitense in copertina. Quest’ultima non arrivò ufficialmente sul mercato italiano e non va quindi considerata un’uscita autonoma dalle nostre parti: le due versioni condividevano struttura e meccaniche, cambiando soprattutto licenza e presentazione.
Passaggi rapidi e colori vivaci rappresentavano i lati migliori. Ogni fallo, però, apriva una schermata separata e interrompeva la partita; i portieri, nel frattempo, sembravano conoscere in anticipo la direzione dei tiri. Curiosamente, il brano del menu era molto più elaborato dell’audio durante le gare, ridotto quasi esclusivamente al suono del pallone.
Pocket Soccer
Uscito in Europa nel marzo del 2001, Pocket Soccer rinunciava al calcio a undici e proponeva frenetiche sfide cinque contro cinque tra squadre immaginarie.
La scelta consentì a Gameplay Studios di costruire qualcosa di più adatto al Game Boy Color: animazioni fluide, comandi reattivi, dodici campi differenti e incontri veloci, spesso ricchi di gol. Si giocava nelle palestre, nei cortili scolastici e persino su una spiaggia circondata dai bagnanti.
La modalità campionato aggiungeva allenamenti sotto forma di minigiochi, miglioramento delle statistiche e scambi di calciatori. Squadre e giocatori potevano inoltre essere modificati. Tra le sorprese tecniche figurava una voce digitalizzata che annunciava gol e calci di punizione, rarità assoluta per i giochi presenti nell’elenco.
The F.A. Premier League Stars 2001
The F.A. Premier League Stars 2001 puntava su una licenza precisa: il massimo campionato inglese, con club, rose e nomi reali.
Il gioco assunse titoli differenti in alcuni mercati europei: Bundesliga Stars 2001 in Germania, LNF Stars 2001 in Francia e Primera División Stars 2001 in Spagna. Non risulta invece un’edizione italiana chiamata Serie A Stars 2001, per quanto il titolo sarebbe stato perfettamente plausibile in quegli anni.
Krisalis Software scelse una visuale verticale dall’alto che ricordava Sensible Soccer, accompagnandola con comandi molto semplici e un’azione veloce. Il pubblico, i cori e gli effetti sonori contribuivano a creare un’atmosfera migliore rispetto alla media. Rimanevano portieri fuori scala e nessuna possibilità di modificare la difficoltà, ma il risultato era sorprendentemente godibile.
Zidane: Football Generation
Nel giugno del 2002 arrivò anche Zidane: Football Generation, sviluppato da Aqua Pacific dopo European Super League. Alcuni archivi riportano anche la denominazione Zidane Soccer Generation, legata però a una versione europea cancellata; il titolo presente sulla pubblicazione effettiva rimane Zidane: Football Generation.
Zizou compariva nei menu e dopo i gol, ma sul campo il suo coinvolgimento finiva sostanzialmente lì. Le nazionali disponibili erano appena 16, i calciatori venivano identificati soltanto attraverso il ruolo e le modalità comprendevano amichevoli, torneo e arcade.
La visuale laterale, il campo minuscolo e la lentezza dei giocatori rendevano complicato persino avanzare con il pallone. Si salvava l’audio, tra cori, trombe da stadio e una notevole versione a 8 bit del motivo reso celebre da Carnaval de Paris. Un po’ poco per un gioco che utilizzava il nome del miglior calciatore francese dell’epoca.
David Beckham Soccer
David Beckham Soccer arrivò nel 2002, quando il ciclo commerciale del Game Boy Color era ormai agli sgoccioli. Il menu offriva 64 nazionali, numerosi club europei, campionati, coppe e amichevoli. Le squadre di club non avevano la licenza e così comparivano nomi come Munich Blue; Beckham, naturalmente, era l’unico calciatore autentico.
Gli sviluppatori provarono almeno a utilizzare la sua immagine per qualcosa in più della confezione. La modalità Train with Beckham permetteva di esercitarsi su contrasti, calci d’angolo e punizioni ispirate alle sue reti, mentre una sezione testuale raccoglieva biografia e curiosità – compreso l’immancabile pasto preferito prima della partita.
L’idea era simpatica. In campo, invece, il ritmo lento, le continue interruzioni e le dimensioni spropositate del terreno rendevano ogni azione più laboriosa del necessario. Una produzione riservata soprattutto ai grandi appassionati dell’ex numero 7 del Manchester United.
Tra edizioni italiane, titoli britannici, varianti nordamericane ed esclusive giapponesi, il calcio su Game Boy Color fu quindi più abbondante di quanto si potrebbe ricordare. All’epoca sarebbe servito importare cartucce, possedere console compatibili e, in certi casi, orientarsi dentro menu completamente incomprensibili. Oggi è sufficiente un emulatore, una ROM ottenuta legalmente e qualche minuto libero per provare quasi tutto. Lo ribadiamo: che tempi fantastici che viviamo!
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