Per anni Google Maps è stato il posto dove finire a guardare strade di Tokyo, quartieri di New York o paesini dimenticati nel nulla per semplice curiosità o per girare il mondo pur stando chiusi in cameretta. Adesso Google sembra voler spingere quella esperienza molto oltre.
Durante il Google I/O 2026, l’azienda ha mostrato una delle demo più particolari viste negli ultimi mesi nel settore AI: una funzione sperimentale che collega Street View a Project Genie, il modello generativo sviluppato da Google DeepMind, trasformando luoghi reali in ambienti navigabili in stile videogioco.
La logica è sorprendentemente semplice. Si sceglie un punto su Google Maps, si applica uno stile visivo — per esempio “Desert Sands”, “Stone Age”, mondo oceanico o pellicola in bianco e nero — e l’intelligenza artificiale genera una versione tridimensionale ed esplorabile dell’area.
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Non si tratta soltanto di una cartolina modificata dall’AI o di un filtro estetico. Google parla di un “mondo simulato in tempo reale”, costruito usando i dati accumulati in anni di Street View.
Street View come base di un mondo generato dall’intelligenza artificiale
La parte più interessante è probabilmente questa: il sistema non inventa tutto da zero. Parte da luoghi reali.
Le città, le strade, gli edifici e le geometrie urbane vengono ricostruiti sfruttando l’enorme archivio di immagini raccolte da Google negli ultimi vent’anni. Sopra questa base, Project Genie aggiunge atmosfera, illuminazione, elementi stilizzati e persino personaggi creati su descrizione dell’utente.
Nelle demo mostrate da Google si vedono scenari che ricordano videogiochi rétro, ambientazioni desertiche quasi cinematografiche e versioni surreali di luoghi esistenti. In alcuni casi si può persino descrivere il proprio personaggio: un animale, un eroe fumettistico o una creatura in stile claymation.
È uno di quei progetti che sembrano usciti da una fase iniziale di sperimentazione interna più che da un prodotto pronto per il grande pubblico. E infatti Google stessa lo definisce un research prototype.
Al momento la funzione è disponibile soltanto tramite Google AI Ultra, il piano premium da circa 200 dollari al mese dedicato agli utenti più avanzati. Inoltre, almeno per ora, si possono selezionare esclusivamente luoghi situati negli Stati Uniti.
Questo significa che anche chi vive in Europa può teoricamente accedere all’abbonamento, ma non può ancora trasformare Roma, Milano, Praga o Brno in mappe esplorabili generate dall’AI.
Tra meraviglia tecnologica e rischio “AI slop”
È difficile negare l’effetto immediato della demo. Vedere un luogo reale convertito in una sorta di videogioco interattivo colpisce ancora prima di capire come funzioni tecnicamente.
Allo stesso tempo, però, il progetto apre anche qualche domanda interessante sul futuro dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi il termine “AI slop” è diventato sempre più comune online: immagini, video e contenuti generati in massa, spesso impressionanti a un primo sguardo ma privi di identità o spessore creativo. Il rischio esiste anche qui. Una tecnologia del genere potrebbe produrre esperienze incredibili oppure riempire il web di versioni artificiali e intercambiabili del mondo reale.
Google, per ora, sembra voler puntare soprattutto sull’effetto “wow” della tecnologia. E sotto questo aspetto la dimostrazione ha funzionato.
Perché l’idea di poter esplorare una città reale trasformata in un universo post-apocalittico o in un film anni ’30 ha qualcosa che va oltre la semplice utility di Maps. È un cambio di prospettiva: non più soltanto uno strumento per orientarsi, ma una piattaforma immersiva costruita sopra il mondo reale.
Resta da capire quanto questa funzione possa diventare concreta fuori dalle demo ufficiali. Google ha confermato che intende espandere il sistema ad altri Paesi “nel tempo”, ma non esiste ancora una data per l’arrivo in Europa: considerando la quantità di dati Street View disponibili anche fuori dagli Stati Uniti, è plausibile che l’espansione arrivi tra fine 2026 e il 2027 (ma al momento, bisogna dirlo, restano soltanto ipotesi).
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