I videogame su licenza che provano a sfruttare il nome ed il blasone di un grande campione sono un classico di questo mondo. Colin MacRae, Tony Hawk, Myke Tyson, Tiger Woods e persino Ronaldo Il Fenomeno hanno prestato nome e fattezze ai videogiochi, ma prima di tutti loro c’era stata un’altra leggenda dello sport che aveva donato il proprio nome ad un videogame di calcio.
Alla fine degli anni ’90 Luis Nazario da Lima, detto semplicemente Ronaldo, aveva conquistato il mondo del calcio distinguendosi come il più forte giocatore al mondo per distacco. Non esisteva nessuno che potesse eguagliare il suo strapotere tecnico e fisico e ben presto, grazie anche e soprattutto ad una campagna pubblicitaria multimilionaria di Nike (Joga Bonito), il suo nome divenne simbolo del mondo del calcio, esattamente come un decennio prima lo era diventato Jordan (altro atleta iconico sposato da Nike) per il basket.
In quegli anni la Playstation aveva fatto diventare i videogame una nuova frontiera commerciale di massa, milioni e milioni di ragazzi in tutto il mondo acquistavano le console e contemporaneamente i progressi tecnologici avevano permesso ai giochi di calcio di somigliare molto più alla loro controparte reale.
Nel ’98 FIFA aveva conquistato lo scettro di miglior calcistico su piazza, per via della sua grafica 3D, della sua giocabilità immediata e di tutte le licenze dei campionati più importanti. Ma il panorama dei calcistici era in grande fermento e già nel ’99 una nicchia di appassionati si era rivolta a Konami e a quell’International Super Star Soccer che era sicuramente più carente lato grafico e di licenze, ma riusciva a restituire una sensazione più credibile con un pad in mano.
Ma nel frattempo erano usciti anche Libero Grande, This is Football, i manageriali come PC Calcio e Champioship Manager e ancora Uefa Champions League e non poteva certo mancare all’appello un gioco dedicato alla star indiscussa di quegli anni, ossia Ronaldo V-Football.
A differenza di colui che gli prestava il nome, il gioco era tutt’altro che fenomenale, lontano anni luce dai giochi di miglior livello e peggiore persino del non eccelso This is Football prodotto da Sony per la prima Playstation. Il tentativo non è andato come si sperava, ma chi l’ha prodotto si era affidato al blasone del brasiliano e ad un precedente che era andato decisamente meglio quasi vent’anni prima.
Il primo gioco di calcio su licenza portava un nome ingombrante, quello di “O’Rey”
In un certo senso il calcistico sul “Fenomeno” era una specie di erede spirituale di un gioco di calcio degli anni ’80 chiamato Pelé’s Soccer. All’inizio degli anni ’80 erano usciti solamente due giochi di calcio il primo in assoluto si chiamava ‘Soccer’, ma era solo una “Skin” (per dirla con termini moderni) del ben più noto Pong che aveva esordito su Magnovox Odyssey per poi essere adattato all’Atari 2600, al Commodore 64 e successivamente persino all’Amiga 500, il secondo si chiamava NALS Soccer, uscito per Atari 2600.
Nessuno di questi antenati dei giochi di calcio poteva definirsi effettivamente tale, il primo che rappresentava davvero un campo di calcio e delle squadre in campo è stato Champioship Soccer del 1981, gioco che in un secondo momento è stato ribattezzato Pelé’s Soccer, probabilmente all’unico scopo di renderlo maggiormente vendibile negli States, Paese in cui il fuoriclasse brasiliano aveva da poco concluso la sua straordinaria carriera.
Proprio l’accordo commerciale con l’ex calciatore permise al gioco di ottenere enorme visibilità in tutto il mondo. Dopo un tour di presentazione lungo 12 tappe e conclusosi a Zandaam (paesino vicino ad Amsterdam) con il firma copie in un centro commerciale, le vendite si quadruplicarono permettendo al videogame di diventare il più venduto delle festività natalizie dell’81.
I videogiocatori avevano a disposizione 27 formazioni differenti, ma le squadre erano composte solamente da un portiere, due difensori e un attaccante. I giocatori di movimento potevano essere controllati tutti sia in fase di possesso che di non possesso, mentre il portiere era controllato dall’IA finché non bloccava un tiro o doveva effettuare una rimessa dal fondo.
Si poteva giocare sia contro l’IA che contro un amico e le impostazioni permettevano di cambiare sia la durata degli incontri che la difficoltà. Tra le impostazioni c’erano quelle relative alla dimensione della porta, il che permetteva di rendere più o meno difficile fare goal. Inoltre era possibile giocare in 54 diverse modalità, 27 single player e 27 multiplayer. Nelle successive riedizioni, il gioco cambiò nuovamente titolo – probabilmente perché la licenza era scaduta – diventando semplicemente Soccer.
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