Crash Bandicoot poteva non approdare mai sulla Playstation: la tribolata genesi del marsupiale iconico

In un periodo storico in cui le mascotte erano fondamentali per il successo delle console da gaming, Sony Japan optò per rendere Crash Bandicoot il simbolo della propria ammiraglia, una scelta vincente che è stata in dubbio fino all’ultimo.

Oggi la popolarità dei videogame è tale che non si sente quasi più il bisogno di avere dei personaggi iconici come portavoce delle console di riferimento – ovviamente questo discorso non vale per Nintendo che continua a puntare tutto sulla fama e la popolarità di Super Mario e Link – ma c’è stato un periodo in cui possedere una mascotte, un personaggio simbolo era fondamentale per sfondare sul mercato.

Lo sa bene chi ha vissuto l’era della prima vera console war della storia dell’industria videoludica, quando Nintendo ha spopolato anche grazie a Super Mario e quando Sega è riuscita ad imporsi come avversaria credibile proponendo Sonic come antagonista dichiarato di quell’idraulico e come esponente di uno stile di gioco basato sulla potenza hardware (i Sonic erano più belli graficamente e più adrenalinici nel gameplay).

Quando Sony ha visto naufragare la partership con Nintendo per la sua prima console, è stato chiaro ai dirigenti della neonata divisione Playstation che c’era bisogno di un personaggio dotato di un forte carisma ma al contempo tanto simpatico da attirare la simpatia e l’amore dei bambini.

La verità però è che all’interno di Sony nessuno aveva pronto un personaggio in grado di assolvere a questo difficile compito e che se non fosse stato per il genio creativo di Gavin e Rubin, i fondatori di Naughty Dog, non ci sarebbe stato mai un platform e un personaggio in grado di rivaleggiare con i due sopra citati.

Quanto appena detto è storia nota a tutti, ma forse non proprio tutti sanno che è stato proprio l’incontro con Sony Japan che ha salvato Naughty Dog da una fine prematura e che ha permesso a Crash Bandicoot di esordire nel mondo dei videogiochi e di diventare quel personaggio che tutti i videogiocatori degli anni ’90 hanno imparato ad amare.

Come nasce Crash Bandicoot e per quale motivo ha rischiato di non vedere mai la luce

Molte persone erano convinte negli anni ’90 che Naughty Dog fosse un team interno di Sony e che Crash Bandicoot fosse dunque un’esclusiva prodotta internamente da Playstation. La verità era ben diversa, Naughty Dog all’epoca era un piccolo team di sviluppo che lavorava sotto l’etichetta Universal, con la quale aveva stretto un accordo di collaborazione per la creazione di un titolo identificato come “Sonic’Ass Game”.

L’idea insomma era quella di creare un platform che facesse concorrenza ai giochi più in voga del periodo e che vi riuscisse sia tramite la creazione di un personaggio carismatico sia attraverso l’adozione di meccaniche pionieristiche in 3D. Gavin e Rubin presero in considerazione diversi marsupiali e alla fine optarono per un “diavolo della tasmania”, marsupiale già noto al grande pubblico grazie al personaggio di Warner Bros.

L’idea piacque molto, ma tra gli sviluppatori e i finanziatori nacque un dissidio attorno al nome. I fondatori di Naughty Dog scelsero appunto “Crash Bandicoot”, ma i vertici di Universal Studio non erano d’accordo e cercarono di imporre “Wuzzle the Woombat” o “Ozzie the Ozzle”.

L’imposizione dei produttori mandò su tutte le furie Gavin e Rubin, i quali minacciarono di abbandonare il progetto e di chiudere per sempre Naughty Dog. L’impasse sembrava ormai insuperabile e il gioco ha corso il serio rischio di non trovare chi fosse disposto a pubblicarlo finché i due sviluppatori non ne cambiarono in design, modificando gli occhi da verdi a neri e cancellando il sorriso a 32 denti che aveva il design originale per renderlo più cartoonesco.

La nuova versione del marsupiale venne presentata a Sony Japan che si innamorò immediatamente del personaggio e decise di comprarne l’esclusiva per la neonata Playstation. D’un tratto Naughty Dog aveva il finanziatore e Playstation aveva la mascotte che aveva a lungo cercato senza successo.

Il resto lo conoscete già, Crash è stato uno dei giochi più importanti della prima Playstation e la collaborazione tra Naughty Dog e Sony ha portato ad un matrimonio che ancora oggi porta frutti. Se è vero che l’IP di Crash è passata nel 2001 ad Activision, è altrettanto vero che i cagnacci da quel momento in poi hanno creato giochi memorabili come Jak & Daxter, Uncharted e The Last of Us, pietre miliari della storia videoludica che ancora oggi accendono i ricordi e gli entusiasmi di tutti gli appassionati di videogame.


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