Worlds 2020, la figuraccia dei team nordamericani scatena il dibattito. Jack Etienne: “Occorre cambiare tutto”

jack etienne cloud9

Non si può certo dire che le organizzazioni del Nord America abbiano fatto una bella figura ai Mondiali 2020 di League of Legends. Nessuna delle squadre nordamericane è infatti riuscita a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta, con il record di 0-6 di TSM destinato ad entrare nella storia come score negativo.

Come previsto, gli scarsi risultati hanno di nuovo fatto esplodere il dibattito sulle strutture e gli obiettivi dei team LCS. Il fondatore di Cloud9, Jack Etienne, ha condiviso la sua opinione su Twitter, senza usare giri di parole.

“Sono incredibilmente deluso dai risultati ottenuti finora dalla nostra regione ai #Worlds2020. Tutti i nostri team devono rivalutare il modo in cui operiamo poiché ciò non è accettabile. Le nostre strategie di sviluppo, reclutamento e formazione dei talenti devono essere riviste e migliorate per un cambiamento positivo”.

Subito si sono levate voci di sostegno al post di Jack Etienne, che ha di fatto avviato una discussione su cosa cambiare esattamente nella struttura organizzativa esports del Nord America. Uno dei caster della Lega, Nick “LS” De Cesare, ha affermato che il problema principale risiede nelle persone che stanno dietro la revisione delle organizzazioni della LCS. Ai suoi occhi, si tratta di profili con poca o nessuna esperienza.

Inoltre, per molto tempo, il problema delle organizzazioni nordamericane è stato quello di voler spendere un sacco di soldi per giocatori veterani, grandi nomi, che avevano superato da tempo il loro apice. Gli esperti hanno criticato tale approccio e hanno suggerito di investire in talenti locali, come Edward “Tactical” Ra del Team Liquid.


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