Sensible World of Soccer, FIFA ’98 e ISS Deluxe hanno reso le simulazioni calcistiche popolari nel mondo dei videogiochi, ma questi titoli iconici sono arrivati solamente un ventennio dopo il primo videogame dedicato al mondo del calcio, anche se forse era più simile al calcio balilla che alla sua versione professionistica.
Per lungo tempo il mondo del gaming è stato esclusiva di pochissime persone appassionate di tecnologia e con disponibilità economiche importanti. Si trattava d’altronde di una tecnologia innovativa, i cui costi di sviluppo erano ancora esorbitanti e le cui funzionalità erano primordiali.
Ben prima dell’uscita del Nes a metà anni ’80, negli USA e in Giappone erano uscite le prime console casalinghe. La paternità della prima console la dobbiamo a Ralph Baer, il quale spese oltre un decennio nella progettazione e nella commercializzazione della Magnavox Odyssey (distribuita a partire dal 1972) che divenne famosa nel mondo per quello che comunemente viene ritenuto il primo videogame vero e proprio: Pong.
Ovviamente oltre al titolo di punta ne uscirono degli altri, tra i quali una simulazione (se così si può definire) calcistica intitolata Soccer. Una scelta che può suonare insolita visto che si trattava di un videogame sviluppato negli States, Paese in cui all’epoca il “Soccer” era poco più che uno sport marginale, ma evidentemente Bear trovò in quel gioco uno schema facilmente replicabile con la tecnologia a disposizione.
Inoltre erano anni di espansione per il Soccer negli Stati Uniti, gli imprenditori cominciavano ad investire nelle squadre e negli stadi, non a caso 3 anni più tardi sarebbe arrivata la prima mossa di marketing finalizzata ad aumentare l’appeal del calcio negli Stati Uniti, l’ingaggio di “O’Rey” da parte dei New York Cosmos.
Il fuoriclasse brasiliano fu la prima di tantissime stelle del calcio che hanno calcato i campi americani a fine carriera, un trend che continua ancora oggi che il movimento calcistico americano è molto più strutturato e professionalizzato, basti pensare che in questo momento la stella della Mls è un certo Lionel Messi.
Soccer, come funzionava il primo gioco di calcio della storia
La storia di questo titolo in realtà non si è conclusa nel 1972 e come molti altri titoli “classici” non è rimasta confinata alla console di debutto. Possibilmente lo avete anche acquistato da bambini per una console più moderna del Magnavox Odyssey e lo avete rimosso dalla memoria sia perché eravate troppo piccoli, sia perché era più simile (e meno divertente) al calcio balilla che non ad una partita vera e propria.
Il gioco è stato inserito in una console handheld dedicata nel 1979, altre versioni di Soccer sono uscite per i cabinati delle sale giochi nel 1973 e nel 1980, per l’Atari 2600 nel 1975, per l’Atari 8-bit nel 1982, per il Nes nel 1985, per il PC nel 1992 e persino per Wii nel 2006. Insomma il gioco è sopravvissuto al passare del tempo, rimanendo l’unico esperimento di successo dell’epoca classica dei videogame (fino al primo FIFA del 1993 che ha dato inizio a quella moderna).
Vi starete chiedendo in cosa consistesse Soccer. Di fatto altro non era che una “Mod” di Pong, sullo schermo si vedeva disegnato un campo di calcio e le sagome dei calciatori, ma il giocatore aveva il controllo delle racchette posizionate lungo la linea di porta che fungevano sia da portiere che da attaccante.
Si poteva di fatto tirare solo da fondo campo, cercando di eludere la reattività dell’avversario, e si faceva gol semplicemente facendo superare alla palla la linea di fondo. Nelle versioni più moderne del gioco era possibile controllare fino a tre calciatori per metà campo, il che permetteva un multiplayer fino a 6 videogiocatori. Il confronto con gli esponenti moderni di questo genere può risultare impietoso, ma per la sua epoca rimane un esperimento pionieristico decisamente riuscito.
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