The Blood of Dawnwalker è un action rpg diverso dal solito, in cui i giocatori avranno totale libertà di approccio e di scelta delle missioni da compiere, all’interno di un mondo che sarà interamente plasmato dalle decisioni prese ed in cui il tempo diventerà presto un altro avversario da battere.
In un 2026 in cui l’attenzione di tutti è rivolta all’arrivo di sua maestà GTA 6, in cui assistiamo al ritorno di saghe storiche come Resident Evil, Tomb Raider, Onimusha, Forza Horizon e con ogni probabilità anche di Gears of War e Fable, in un anno in cui finalmente arrivano gli attesissimi Marvel’s Wolverine, Pragmata e Phantom Blade Zero, c’è la possibilità che la sorpresa arrivi da un’IP meno celebrata e oscurata dalle ombre dei giganti.
Un po’ com’è successo in questo 2025, anno in cui l’inatteso Expedition 33 ha demolito la concorrenza di mostri sacri dell’industria come Doom, Death Stranding, Monster Hunter, Ghost of Yotei e Hollow Knight, il 2026 potrebbe essere l’anno di questo gioco che mira ad offrire un approccio innovativo ad un genere che da qualche anno a questa parte sembra standardizzato, quello degli action rpg.
Nei dodici mesi appena archiviati abbiamo avuto l’ennesimo esempio di come questo genere si sia cristallizzato in due confort zone: la prima è quella classica di matrice “occidentale”, ossia giochi che emulano la formula di Skyirim e Fallout (Avowed e The Outer Worlds), la seconda di matrice “Soulsiana”, ossia giochi improntati quasi esclusivamente sul combattimento, privi della libertà decisionale e della profondità di personalizzazione dei personaggi.
Se da un lato la tradizione occidentale così pedissequa risulta stantia (al pari degli open world alla “Ubisoft), quella nipponica è più vicina all’action puro che non al gioco di ruolo. Uno stallo simile a quello in cui si trovavano i jrpg fino all’uscita di Expedition 33, gioco che rappresenta la perfetta sintesi tra vecchio e nuovo e che si pone come punto di riferimento per chi, da oggi, vuole sviluppare un jrpg moderno.
The Blood of Dawnwalker sarà la sorpresa del 2026?
Le similitudini tra l’action rpg sviluppato da Rebel Wolves e il Goty 2025 partono dalla filosofia produttiva e dalla storia dei team di sviluppo. Expedition 33 è il frutto della volontà di alcuni sviluppatori usciti dalle major (solo alcuni facevano parte di Ubisoft) di creare un gioco che sfidasse le regole del mercato, uscendo dai limiti imposti dai risultati economici e dalle tendenze per offrire qualcosa di completamente nuovo, frutto esclusivo della visione creativa del team.
Lo stesso si può dire di The Blood of Dawnwalker, gioco partorito dalle menti di alcuni ex sviluppatori di CD Project Red che hanno lavorato alla realizzazione del bellissimo The Witcher 3 e che erano alla ricerca di un proprio spazio per creare un titolo che si discostasse da quanto fatto precedentemente e da ciò che è in tendenza.
Un approccio creativo che viene sottolineato sin dalla presentazione dello studio: “Un team fuoriuscito dall’amore per gli rpg“, e che viene confermato – al momento solo a parole – dalle caratteristiche costitutive della loro opera prima: The Blood of Dawnwalker sembra abbracciare l’essenza dei giochi di ruolo, puntando sull’offrire al giocatore una libertà totale che permetterà a ciascuno di vivere un’esperienza di gioco completamente differente dall’altra.
Il gioco ci mette nei panni di un umano appena trasformato in vampiro, Coen, in un contesto storico medievale (il XIV secolo) in cui i signori della notte sfruttano il collasso della società umana per uscire dalle tenebre e attuare il loro piano di conquista. L’incipit ricorda quello di Vampire The Masquerade Redemption, rpg di fine anni ’90 sottovalutato e oscurato dal successo commerciale del sequel Vampire the Masquerade Bloodlines (ben più action del predecessore).
Ambientazione e narrazione lo pongono come un perfetto erede (spirituale) di quel gioco degli anni ’90 ben più del suo sequel diretto e sicuramente più di quel Bloodlines 2 uscito pochi mesi fa e risultato ben al di sotto delle aspettative (per varie ragioni produttive che ne hanno minato lo sviluppo).
Un rpg diverso dal solito
Ciò che rende questo gioco degno di attenzione non è tanto la trama o l’ambientazione (anche se ha il suo fascino), ma la struttura narrativa che s’intreccia con quella ludica. I giocatori hanno solo pochi giorni di tempo (il tempo di gioco corrisponderà a quello reale) per salvare la propria famiglia dalla minaccia vampirica.
Come farlo è una scelta che spetta esclusivamente al giocatore. Si può decidere di abbracciare le nuove abilità vampiriche o di preservare ciò che resta della nostra umanità utilizzando spada e arti magiche. Ogni missione può essere portata a termine in più modi, sia di giorno che di notte (scelta che comporta l’utilizzo di alcune abilità rispetto ad altre), sia in modo diretto che in modo furtivo.
Ogni scelta compiuta comporta delle modifiche alla trama – aiutare qualcuno comporta non poter aiutare qualcun altro e modifica gli esiti dell’avventura – inoltre scegliere una missione comporta abbandonarne un’altra, poiché quando si porta a compimento un obiettivo il tempo avanza e ci si avvicina inesorabilmente alla conclusione dell’avventura.
Dimenticate dunque la classica struttura divisa tra missioni principali e missioni secondarie, tutte le missioni a disposizione hanno la medesima valenza e in una singola run non sarà possibile affrontarle tutte. Questa scelta del team permette di avere un’esperienza di gioco più intensa, simile a quella di uno story driven all’interno però di un mondo aperto e completamente esplorabile, senza sacrificare la longevità, visto che le diramazioni di trama e l’opportunità di sviluppare sistemi di gioco differenti invoglia a intraprendere una nuova run.
Le premesse per l’arrivo di un gioco cult ci sono tutte, tuttavia bisognerà vedere se la qualità delle storyline sarà talmente elevata da invogliare i giocatori a viverle tutte, ma anche se il level design sarà in grado di sostenere i vari approcci disponibili e se i due combat system – quello vampirico e quello umano – saranno divertenti da utilizzare.
A chi si rivolge questo gioco
Questo gioco si rivolge espressamente agli amanti dei giochi di ruolo ed è dunque adatto a chiunque sia alla ricerca di un’esperienza ludica che consenta di interpretare la storia in base alle proprie preferenze. Gli amanti di giochi come Baldur’s Gate, ma anche come Skyirim e The Witcher potrebbero trovare in The Blood of Dawnwalker il loro prossimo must have.
La struttura open world e l’approccio completamente libero alle missioni, inoltre, potrebbe intrigare gli appassionati di immersive sim, tutti coloro che in questa nona generazione sono rimasti orfani di titoli come Dishonored, Bioshock e Deus Ex.
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