Resident Evil 4 ha fatto storia grazie ad un “errore” che ne ha posticipato l’uscita di 4 anni

Non sempre i ritardi nello sviluppo sono un male per i videogiochi, il caso emblematico è Resident Evil 4, uscito molto dopo l’avvio del progetto.

L’ultimo capitolo di Resident Evil è uscito da pochi giorni ed il mondo intero si sta godendo il frutto di un’evoluzione concettuale e ludica che trae il meglio dalla storia di questo brand. Capcom ha deciso di unire le due anime ludiche della sua saga principe dopo aver studiato ciò che ha funzionato e ciò che non è piaciuto ai fan nei capitoli remake e in quelli “curriculari”.

In Requiem c’è una parte dedicata ai puristi dei survival horror in cui bisogna gestire al meglio l’inventario, evitare gli scontri diretti e preservare il più possibile le pallottole mentre ci si addentra in ambienti ricchi di enigmi e pericoli, ma anche una parte in cui si può dare libero sfogo alla propria voglia di combattere e di sentirsi in grado di affrontare una situazione complessa di petto.

Il dubbio di molti riguardava l’equilibrio tra una fase e l’altra, ma sembra che per buona parte dell’avventura il team sia riuscito a miscelare bene le due anime dell’avventura, regalando un gioco unico nel suo genere, similmente a quanto fatto da Remedy con Alan Wake 2 ma con uno stile orgogliosamente personale.

Capcom nella sua storia è stata sempre alla ricerca di nuove formule ludiche per i suoi brand di maggior successo ed è stato proprio grazie a questa apertura verso la sperimentazione che alle volte i team di sviluppo hanno partorito idee persino troppo distanti dal punto di partenza.

Dopo il successo della trilogia originale di Resident Evil, uscita tra il 1996 ed il 1999, la casa di produzione nipponica aveva tutta l’intenzione di fare uscire un quarto capitolo entro 2 anni. Tra l’altro il capitolo in questione sarebbe stato il primo per PS2 e sarebbe dovuto essere in esclusiva per la console Sony, almeno in un primo periodo.

Ai creativi venne data carta bianca e venne richiesto di trovare una formula ludica che innovasse il gioco al punto da renderlo capostipite di un nuovo corso per la saga. Le cose però non sono andate come ci si sarebbe aspettati e giunti ad una fase avanzata dello sviluppo del gioco si rese necessario prendere una decisione drastica: cancellare tutto e ripartire da zero oppure rischiare il tutto per tutto.

La prima bozza di Resident Evil 4 è stata “bocciata”, una decisione che ha permesso la nascita di due capolavori

In linea teorica il fatto che il team di sviluppo si fosse allontanato troppo dal materiale originale doveva diventare un problema insormontabile, ma Capcom non era nuova a simili vicissitudini e invece di cancellare il lavoro svolto ha deciso di valorizzarlo tramutandolo in qualcosa di completamente differente.

Dopo aver presentato il progetto a Sony ed aver ottenuto il via libera, Capcom ha completato la visione partorita dai suoi creativi ed il risultato è stato Devil May Cry, nuova IP che in brevissimo tempo è divenuta una killer application per la PS2. Il successo ottenuto da quel primo capitolo ha portato alla produzione di due sequel in esclusiva per Playstation 2 che però non riuscirono ad eguagliare il successo e la qualità del capostipite.

Consapevoli di questo retroscena e dopo aver giocato anche Resident Evil 4, risulta evidente che l’idea di partenza fosse la medesima. DMC è ambientato in un non meglio precisato borgo europeo con architettura gotica, ha un gameplay action in cui l’utilizzo delle pistole si miscela ad attacchi corpo a corpo ed il protagonista ha un’aspetto che ricorda quello di Leon.

Il fatto è che nella prima bozza di RE 4 il gameplay era troppo veloce, addirittura frenetico, i nemici erano troppo aggressivi e la parte action risultava preponderante rispetto a quella esplorativa. A livello di ritmi il gioco poi uscito nel 2005 era il giusto compromesso tra la trilogia originale e DMC.

Decisamente più action e variegato nelle situazioni ludiche, Resident Evil 4 alterna fasi esplorative più classiche ad altre in cui era necessario correre, sparare all’impazzata e colpire i nemici con attacchi corpo a corpo. Più che un survival horror era un gioco di nuovo tipo, in cui varie dinamiche venivano mescolate per offrire un’avventura sempre differente e coinvolgente.

Non è un caso che Resident Evil 4 sia stato l’unico della serie a ricevere il Goty e che sia diventato successivamente un punto di riferimento non solo e non tanto per chi voleva sviluppare un survival horror ma soprattutto per chi volesse sviluppare un gioco story driven moderno.

Il gioco Capcom ha fatto scuola sia per la gestione dei ritmi ludici che per il gameplay, visto che la soluzione con la telecamera dietro la spalla del protagonista è stata adottata in seguito da tutti i third person shooter e gli action in terza persona che sono usciti in seguito.

Ciò che bisogna sottolineare, però, è che tutto questo non sarebbe stato possibile se invece di permettere il completamento di DMC, Capcom avesse deciso di cancellare tutto e tornare indietro non ci sarebbe stata quella evoluzione concettuale che ha portato al capitolo più iconico della saga nonché ad una rivoluzione ludica di cui ha beneficiato tutta l’industria.


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