Scopri come il valore dei giochi di Silent Hill sia cresciuto esponenzialmente, rendendo la saga un simbolo del collezionismo videoludico.
Silent Hill sta vivendo una rinascita (semmai lo si possa aver considerato morto). Con il remake di Silent Hill 2 e l’attesa per Silent Hill f, Konami pare abbia intenzione di riportare in auge uno dei suoi franchise più iconici. Ma per i fan che vogliono riscoprire l’intera saga, il viaggio è tutt’altro che economico: giocare i titoli originali oggi significa affrontare un mercato dell’usato dai prezzi stellari (ovviamente nel caso voleste usare i giochi originali, wink wink, ma noi non vi diremmo mai di giocare ad altro che non siano giochi originali, espressione severa).
La collezione impossibile: Silent Hill nel 2025
Ad eccezione del remake di Silent Hill 2, solo due giochi sono attualmente accessibili su piattaforme moderne: Silent Hill: Homecoming su Steam e Silent Hill 4: The Room su GOG. Per tutti gli altri capitoli, è indispensabile avere le versioni fisiche e i sistemi originali. Questo ha spinto i prezzi alle stelle, rendendo la saga un vero e proprio simbolo del collezionismo.
L’originale Silent Hill (1999) per PlayStation è uno dei titoli più ambiti. Una copia in buono stato, completa di manuale, può raaggiungere facilmente i 300-400 euro su eBay (sebbene vi siano copie anche intorno ai 150-200 euro, ma anche copie che superano e di non poco i mille euro). Questo primo capitolo, che ha rivoluzionato il genere survival horror, rimane un caposaldo della storia videoludica.
La situazione non è migliore per i successivi titoli su PlayStation 2. Nonostante di Silent Hill 2 (2001) esista il succitato remake, l’edizione originale è molto ricercata: i prezzi variano tra 50 e 100 euro, ma spesso si tratta di copie in condizioni non ideali. Per Silent Hill 3 (2003), invece, le cifre salgono ulteriormente, superando i 100 euro.
Anche giochi più recenti come Silent Hill: Shattered Memories (2009) e Silent Hill Origins (2007) hanno acquisito un valore elevato: le versioni per PSP e PS2 di questi titoli oscillano tra i 150 e i 300 euro, a seconda delle condizioni (sebbene in tutti i casi, se si è fortunati, si possono trovare copie a cifre inferiori, ma comunque elevate per un gioco retro). Anche Silent Hill Downpour (del 2012) ha visto un aumento di prezzo dopo essere stato ritirato dalle piattaforme digitali e ha un costo non inferiore a quello che il gioco aveva al momento del lancio.
Il survival horror e il collezionismo di lusso: Silent Hill non è da solo
Il genere survival horror è sempre stato uno dei più costosi nel collezionismo videoludico. Giochi come Kuon, Haunting Ground e Rule of Rose (la cui vicenda meriterà un post a se stante) hanno stabilito nuovi standard per i prezzi del mercato retro. Silent Hill si inserisce perfettamente in questa tendenza, con una disponibilità limitata che ne alimenta il valore.
D’altro canto, Konami non ha mostrato interesse nel ripubblicare i titoli classici, portando all’aumento dei prezzi degli originali e lasciando i fan con una scelta difficile: rinunciare a giocare ai capitoli passati della saga o investire cifre discretamente elevate nel mercato dell’usato. Silent Hill diviene così non solo un pezzo di storia videoludica, ma un vero e proprio asset.
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