L’erede di Skiyrim esce nel 2026 e si chiama Fatekeeper: storia, ambientazione e curiosità sul gdr di THQ Nordic

Se siete orfani di Skiyrim e attendete da ben 15 anni che venga pubblicato un seguito, Fatekeeper è esattamente ciò che potrebbe colmare questa mancanza. Il gioco di THQ Nordic ha una grafica spaccamascella, un’ambientazione affascinante e dinamiche di gameplay che appaiono come la perfetta evoluzione di quelle che hanno reso grande il capolavoro di Bethesda.

Il 2011 è stato l’anno della definitiva consacrazione di Bethesda come team di sviluppo. Il gruppo statunitense si era già segnalato agli appassionati dei gdr occidentali dieci anni prima con l’uscita di The Elder Scrolls III: Morrowind, gioco che forniva per l’epoca un livello di libertà d’azione mai visto prima, e confermati con The Elder Scrolls IV: Oblivion, che ne ampliava la formula.

Quell’anno però, il team di sviluppa americano ha pubblicato The Elder Scrolls V: Skiyrim, gioco che portava al massimo livello il concept di gioco che li aveva resi noti tra gli appassionati di giochi di ruolo e che è riuscito a valicare i confini del genere di appartenenza per imporsi come capolavoro adatto a tutti gli appassionati di videogame.

Skyirim s’impone in pochi mesi come il gioco più bello del 2011 e ottiene un successo commerciale incredibile e impensabile per il team di sviluppo (20 milioni di copie vendute). A fine anno viene premiato all’unanimità come miglior gioco del 2011 e grazie a quell’elezione diventa un punto di riferimento per lo sviluppo dei gdr action di stampo europeo, nonché per gli action in prima persona che saranno pubblicati negli anni a venire.

Forte del successo ottenuto, Bethesda ha sfruttato al massimo la popolarità di Skiyrim pubblicandone versioni aggiornate per le console di ottava e nona generazione, basando su quel mondo di gioco l’MMO The Elder Scrolls Online e più di recente pubblicando una remaster di Oblivion.

Dopo 15 anni, però, l’onda lunga di quel successo si è esaurita e anche i più grandi appassionati non vedono l’ora di mettere le mani su un sequel. The Elder Scrolls VI in realtà è stato già annunciato (nel 2018), ma ad oggi, 8 anni dopo il primo teaser trailer, non si sa né quale sia lo stato di sviluppo né quando potrebbe effettivamente uscire.

L’attesa di The Elder Scrolls VI è essa stessa il piacere?

Otto anni di silenzio sono un’eternità – Rockstar è stata presa d’assalto molto prima quando mancavano info concrete su GTA VI – e ad ogni conferenza Microsoft ci sono milioni di persone che si attendono di vedere un trailer di gameplay oppure un più improbabile video di lancio con data di rilascio.

C’è da dire che il ritardo nello sviluppo è in parte giustificato, in questi anni Bethesda ha portato avanti Fallout (altra saga di successo nata tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, anche se meno popolare di TES), pubblicando il quarto capitolo nel 2015 ed il poco apprezzato Fallout 76 (altro MMO) nel 2018.

Fino al 2023, inoltre, Bethesda è stata impegnata con lo sviluppo di Starfield, nuova IP che doveva gettare le basi per un nuovo universo ruolistico in un contesto fantascientifico. Presentato dalla stampa come lo Skiyrim nello spazio, il gioco di Bethesda è risultato meno a fuoco di quanto si potesse pensare, non tanto per i bug (marchio di fabbrica delle produzioni Bethesda) ma per l’incapacità di offrire un mondo di gioco ricco di possibilità e punti d’interesse, ossia ciò che ha reso grandi i suoi giochi del passato.

Dopo i passi falsi con Fallout 76 e Starfield, all’impazienza si è aggiunto anche il timore che il prossimo capitolo di TES possa risultare al di sotto delle enormi aspettative collettive, che Bethesda non riesca ad evolvere la sua formula di gioco al punto da farla diventare non solo nuovamente innovativa ma persino adeguata agli standard odierni.

L’erede spirituale di Skiyrim? Fatekeeper potrebbe riuscire laddove Avowed ha fallito

Gli appassionati di gdr action occidentali speravano che il 2025 potesse essere un anno di rinascita, ma lo è stato solo in parte. L’attesissimo Avowed – titolo sviluppato dalla talentuosa Obsidian – appariva come dinamiche di gameplay uno Skiyrim like e sin dall’annuncio si è sperato che potesse colmare in qualche modo l’assenza di un nuovo TES.

La realtà dei fatti è stata ben diversa: il titolo non possedeva una mappa aperta né tantomeno la libertà d’azione e il livello d’interazione del capolavoro Bethesda. Inoltre il livello di scrittura dei personaggi e della trama di gioco era appena sufficiente, nulla insomma che facesse gridare al miracolo o che rimanesse veramente impresso.

Ad agosto dello scorso anno, però, è stato presentato un progetto davvero interessante da THQ Nordic, Fatekeeper: un action gdr in prima persona, in cui il personaggio principale può utilizzare sia le armi bianche che la magia. Ciò che colpisce sulle prime è il livello di dettagli di armi, personaggi e ambientazioni.

Anche quando si passa all’azione si rimane affascinati: le animazioni di combattimento sono credibili, ogni colpo restituisce una pesantezza tale da rendere realistico lo scontro, le lame lasciano ferite, possono spezzare arti e segni visibili sull’ambiente di gioco e sull’arma utilizzata.

Il video di presentazione dimostra la cura anche nel sistema di progressione e nella costruzione della build. Ogni armatura e arma ha il suo peso specifico, si adatta ad un diverso stile di combattimento e offre un differente livello di danno e protezione. A livello narrativo per il momento sappiamo che il mondo è stato devastato da un cataclisma e che il nostro percorso sarà differente in base alle scelte che compiremo in corso d’opera.

Le premesse sembrano davvero esaltanti, ma attualmente è impossibile dire se la qualità dell’esperienza di gioco o del comparto narrativo saranno all’altezza dei capolavori del genere. Il gioco comunque uscirà in early access nel corso dei prossimi mesi, il che è un bene per potersi fare un’idea delle reali potenzialità, ma è una cattiva notizia poiché significa che ci vorranno ancora alcuni anni prima di poter mettere le mani sulla versione completa.


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