Final Fantasy come Expedition 33: quando la creatività fa la differenza tra il fallimento ed il successo

Sembra impossibile oggi, ma all’epoca in cui il primo Final Fantasy è uscito sul mercato nessuno aveva idea di quale sarebbe stato il suo impatto sul mercato e se mai ne sarebbe stato prodotto un altro, da questo gioco è dipesa l’intera storia di Squaresoft e di un’epoca dell’industria videoludica.

Ci troviamo all’indomani del successo ottenuto da Clair Obscure Expedition 33 ai goty e si parla giustamente dell’importanza che questa vittoria ha non solo per i suoi creatori ma per tutta l’industria videoludica. Il gioco di Sandfall Interactive è la dimostrazione che un progetto creato con in testa la voglia di comunicare qualcosa e di non piegarsi alle dinamiche di mercato viene apprezzato dal pubblico, ed anzi è la via da seguire.

In un periodo storico in cui i big del settore fanno indagini di mercato per comprendere quale sia il genere di gioco più amato dal pubblico, quali dinamiche sono di moda, quali personaggi possono catturare maggiormente l’attenzione di un determinato target, presentare un progetto che si cura d’imporre la propria visione creativa invece che assoggettarla al volere dell’acquirente è un unicum nonché qualcosa da apprezzare.

D’altronde la storia del medium videoludico è piena di storie di questo genere, di piccoli gruppi di sviluppatori che vogliono far conoscere il proprio lavoro senza piegarsi a quelle che sono le leggi di mercato e che proprio per questo riescono a diventare delle leggende del settore.

Di sicuro si può annoverare Hideo Kojima, uno dei pochi che dagli ’80 ad oggi non si è mai dovuto scendere a compromessi eccessivi (Death Stranding ne è la prova, sì anche il secondo) ed di questa cerchia di studi coraggiosi fa parte anche Squaresoft, azienda che oggi, invece, sembra non trovare più la bussola nella costante ricerca di una IP che possa piacere a tutti.

Il primo Final Fantasy ha salvato Squaresoft dal fallimento

Sia i giocatori odierni che vedono uscire un Final Fantasy in media ogni 2 anni (ben tre ne sono usciti negli ultimi 3 di anni), sia chi è cresciuto negli anni ’90 ed ha assistito al momento d’oro di Squaresoft, quando l’azienda nipponica era considerata da tutti la più proficua e talentuosa del settore – insieme a Capcom – fatica a credere che sul finire degli anni ’80 c’è stato il rischio concreto di non giocare a questa saga.

Negli anni ’80, Squaresoft stava cercando di imporre il proprio modo di vedere i jrpg in un periodo in cui gli unici giochi di ruolo che popolavano il mercato erano quelli testuali. L’idea era quella di restituire la libertà di esplorazione, di progressione del personaggio e di scelta delle tattiche di combattimento dei gdr cartacei, ma aggiungendo una componente visiva e ludica che li rendesse interattivi.

I primi tentativi andarono a vuoto, gli insuccessi commerciali portarono l’azienda ad assommare debiti. La situazione era così grave che mentre progettavano la loro nuova idea erano consapevoli che poteva essere il loro ultimo gioco, motivo per cui l’hanno chiamato “Fantasia Finale“.

Proprio perché si trattava di un ultimo tentativo, i creativi di Square con a capo Hironobu Sakaguchi (il quale aveva già deciso di ritirarsi in caso di insuccesso) hanno deciso di non scendere a compromessi e di inserire all’interno del gioco tutto ciò che desideravano vedere all’interno di un jrpg.

Il coraggio li ha premiati, Final Fantasy nel 1987 vendette milioni e milioni di copie, diventando istantaneamente una delle IP di maggior successo della NES. Mai prima di quel gioco un Jrpg aveva avuto un party completamente personalizzabile, un mondo a mappa aperta infinito da esplorare e una trama profonda in cui al centro di tutto c’erano il vissuto e i sentimenti dei protagonisti.

Se oggi i jrpg e i gdr europei presentano tutti queste caratteristiche base, il merito è proprio di Final Fantasy e di quel gruppo di sognatori che ha preferito rischiare il fallimento piuttosto che provare a seguire un trend di successo. Un coraggio che la stessa Square sembra aver perso oggi e che tutti si augurano possa ritrovare.


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