FIFA, che fine ha fatto il gioco Netflix? Dopo l’annuncio solo silenzio e dubbi che aumentano

L’annuncio del ritorno di FIFA è arrivato a sorpresa alla fine del 2025 con una partnership inaspettata, ma che fine ha fatto il calcistico sviluppato da Netflix Games e cosa possiamo lecitamente aspettarci dal nuovo gioco su licenza ufficiale del massimo organismo calcistico mondiale?

Per ogni appassionati di calcio che si rispetti, i videogame targati FIFA sono stati una tappa obbligata della crescita. Ognuno di noi ha il suo capitolo “d’esordio” nonché quello preferito ed anche chi con il passare del tempo è approdato ai lidi di Konami non può negare che i calcistici di EA Sports hanno rappresentato un punto di riferimento nel mondo videoludico.

La notizia della fine dell’accordo tra il publisher canadese e il massimo organismo politico del calcio mondiale è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel 2022, un anno prima che la licenza cadesse nell’oblio e che nascesse dalle ceneri di quella trentennale collaborazione il suo erede spirituale (EA Sports FC).

Da quel momento in poi EA ha continuato per la sua strada proponendo dei giochi in tutto e per tutto identici a quelli precedenti (bug e problematiche comprese), Konami ha abbracciato la vita del free-to-play perdendo varietà e profondità nella struttura e togliendosi di fatto dalla competizione diretta, mentre i nuovi interpreti si sono dimostrati al di sotto delle aspettative (UFC non raggiunge il livello dei due storici rivali e Goal che deve ancora uscire sembra aver preso una strada più arcade).

In questo contesto l’assenza di un gioco brandizzato dalla FIFA ha rappresentato sia una grossa mancanza che una speranza per gli appassionati di simulazioni calcistiche. Manca infatti un gioco che possa godere di tutte le licenze ufficiali e di rappresentare quel contenitore di tutto il mondo calcistico, ma soprattutto manca qualcuno in grado di proporre una valida alternativa agli interpreti storici, qualcuno in grado di far evolvere il concept dei videogame sul calcio.

Da qui la speranza che la licenza potesse essere offerta a qualche sviluppatore con ambizione e voglia di creare un gioco rivoluzionario, quel calcistico definitivo che FIFA ha sempre aspirato ad essere ma non è mai stato. Si sa, sognare non costa nulla e in assenza di notizie era anche più facile farlo.

L’annuncio dell’accordo con Netflix ha in un certo senso cancellato i voli pindarici degli appassionati. Non tanto perché l’azienda californiana non abbia il denaro utile a creare un progetto da sogno, ma perché al di là dell’assenza di know how (cosa che può essere colmata con l’assunzione di gente che ne ha) e background (non c’è nessuno all’interno dell’industria videoludica che ne abbia oltre Konami e EA), quel poco che è stato detto non fa ben sperare.

Quando esce e cosa sappiamo sul nuovo FIFA targato Netflix

Ciò che ha colpito del ritorno di FIFA nel mondo dei videogiochi è sicuramente la scelta del partner a cui legarsi. Netflix in questi anni ha spesso detto di volersi espandere nel settore videoludico ma i frutti di questo impegno per il momento sono stati alcuni giochi da smartphone e la possibilità di giocare sulla piattaforma attraverso il telefono come controller.

Negli anni scorsi l’azienda ha fatto delle assunzioni riguardanti lo sviluppo di giochi tripla A, ma di questi progetti non si è saputo più nulla. Possibile che uno di questi fosse proprio FIFA? Di certo è augurabile che il titolo sia in sviluppo da diversi anni e la speranza è che ci abbiano lavorato sotto traccia a lungo, ma di fatto non sappiamo se davvero le cose siano andate così.

L’altra cosa che ha colpito è l’annuncio in sé, accompagnato dalle parole di Gianni Infantino che sembrano puntare più sulla profittabilità di questo accordo commerciale che su altro: “Questa collaborazione rappresenta un traguardo fondamentale nell’impegno della Fifa verso l’innovazione nel mondo dei videogiochi di calcio. Il nostro obiettivo è raggiungere miliardi di tifosi di tutte le età in tutto il mondo e ridefinire il concetto stesso dei giochi di simulazione. Questo titolo segna l’inizio di una nuova era per il calcio digitale”.

Se la presenza del gioco sulla piattaforma Netflix senza costi aggiuntivi permette in effetti di raggiungere un pubblico sterminato, al tempo stesso stride con il concetto di ridefinire le simulazioni calcistiche. In che modo un gioco che può essere giocato tramite smartphone può rivoluzionare il concetto di simulazione calcistica?

I controlli con il touch screen sono imprecisi e meno profondi di quelli che può assicurare un pad, inoltre, il delay di input che c’è tramite la connessione Bluetooth tra gli smartphone e il televisore rende l’esperienza di gioco sicuramente meno appagante per chi non è un neofita ed ha tanto background di calcistici sulle spalle.

Se il gioco sarà ben fatto nulla esclude che Netflix possa aggiungere il supporto a un pad e rendere l’esperienza diversificata e adatta ad ogni tipologia di giocatore, ma rimane un grosso se. Ad aumentare i dubbi c’è il totale silenzio sul progetto dopo l’annuncio. Netflix Games, per voce del suo presidente Alain Tascan ha rilasciato solo una dichiarazione contestuale all’annuncio che verte sempre sulle possibilità di diffusione del prodotto:

“La Coppa del mondo Fifa sarà l’evento culturale del 2026 e ora i tifosi potranno celebrare la loro passione portando il calcio direttamente nei salotti di casa. Vogliamo riportare il calcio alle sue radici con un’esperienza che tutti possano vivere premendo un solo pulsante“.

Se già il focus della dichiarazione sull’evento calcistico e dunque sulla possibilità di sfruttarlo mediaticamente per rendere appetibile il prodotto fa storcere il naso agli appassionati, ciò che spaventa è il concetto di rendere fruibile i giochi di calcio a chiunque, anche con la pressione di un solo pulsante, come si sposa questo con l’idea di simulazione calcistica? Quale sarà l’effettivo gameplay di questo titolo?

Dubbi più che leciti che vengono acuiti dall’assenza totale di immagini. Il gioco debutterà nei salotti di casa di chiunque sia abbonato a Netflix entro l’11 giugno 2026 – data d’inizio del Mondiale – e a meno di 3 mesi di distanza non si è vista una sola immagine. Il timore è che sia una scelta ben precisa per evitare polemiche e lamentele prima del lancio che possano creare un bias negativo nei confronti del gioco.

Uno “Shadow Drop” in concomitanza con il Mondiale, invece, permetterebbe a Netflix di attirare tutti i più giovani appassionati di calcio che contestualmente al mondiale vogliono replicare i match della competizione con l’unico gioco che possiede tutte le licenze e le rose aggiornate delle nazionali che affrontano la competizione.

Un lancio che vede milioni di gamer impegnati per almeno un mese potrebbe essere sufficiente a creare una community affezionata a cui sottoporre aggiornamenti e nuove modalità con il corso del tempo che rendano il gioco sempre appetibile. Sarebbe a quel punto la community a pubblicizzare il titolo e renderlo di successo a prescindere dal tipo di giocabilità, per buona pace di chi sognava una rivoluzione di diverso tipo.


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