Capita di ascoltare l’introduzione di A me me piace ’o blues di Pino Daniele e avere una strana sensazione di familiarità. Per qualcuno il collegamento è immediato: sembra di essere finiti sulla griglia di partenza di una gara di Mario Kart. Un’impressione che, negli ultimi tempi, è tornata a circolare anche sui social, dove diversi musicisti hanno provato a spiegare il motivo di questa somiglianza.
La risposta, però, non è che le due introduzioni utilizzino “le stesse note”. Più correttamente, condividono un linguaggio armonico molto simile. A renderle così riconoscibili è soprattutto l’impiego dei cosiddetti accordi quartali, una costruzione armonica che produce un colore sonoro particolare e che da decenni è uno degli elementi distintivi del jazz moderno, della fusion e del funk.
Perché il nostro orecchio le percepisce così simili
Nella musica pop e rock gli accordi vengono normalmente costruiti sovrapponendo intervalli di terza. È il sistema armonico a cui siamo più abituati e che caratterizza la maggior parte delle canzoni che ascoltiamo ogni giorno.
Gli accordi quartali, invece, seguono una logica diversa: le note vengono impilate a distanza di quarta l’una dall’altra. Il risultato è un suono più aperto, meno definito dal punto di vista tonale e con una sensazione quasi “sospesa”. È una sonorità che non punta immediatamente verso una risoluzione e proprio per questo è diventata una firma stilistica di molti musicisti jazz.
Il nostro cervello tende a riconoscere questo tipo di costruzione armonica più del valore assoluto delle singole note. In altre parole, anche se gli accordi non sono identici, l’orecchio identifica lo stesso profilo intervallare e restituisce una sensazione molto simile ed è questo il motivo per cui ascoltando l’introduzione della canzone del 1980 di Pino Daniele e quella della intro di alcune gare di Mario Kart si può avere l’impressione che “suonino uguali”.
Dal jazz di Pino Daniele alle colonne sonore Nintendo
La cosa diventa ancora più interessante se si guarda alle influenze musicali dei rispettivi autori. Pino Daniele ha costruito gran parte della propria identità artistica fondendo blues, tradizione napoletana, jazz, funk e fusion. Fin dagli anni Settanta il suo modo di scrivere era caratterizzato da armonie sofisticate, voicing aperti e accordi che andavano ben oltre la struttura classica del pop italiano.
Proprio quel tipo di vocabolario armonico è stato utilizzato anche da moltissimi compositori di colonne sonore per videogiochi giapponesi. Le musiche di Nintendo, e in particolare quelle di Mario Kart, hanno spesso attinto al jazz, alla fusion e al funk per trasmettere energia, dinamismo e movimento senza ricorrere ai tradizionali giri armonici del rock.
È quindi perfettamente plausibile che due mondi apparentemente lontanissimi — il blues napoletano di Pino Daniele e le piste coloratissime di Mario Kart — finiscano per condividere lo stesso tipo di sonorità.
Stessa grammatica, musica diversa
Per capire meglio il concetto si può immaginare la lingua italiana. Due scrittori possono utilizzare la stessa grammatica e gli stessi strumenti espressivi, pur raccontando storie completamente diverse. In musica succede qualcosa di analogo.
Gli accordi quartali rappresentano una precisa scelta armonica. Possono essere inseriti in un brano blues, jazz, funk oppure in una colonna sonora per videogiochi, mantenendo quel caratteristico senso di apertura che li rende immediatamente riconoscibili.
Nel caso di A me me piace ’o blues e delle introduzioni di Mario Kart, ciò che colpisce non è tanto la melodia quanto il colore armonico: è quello che fa scattare nella memoria dell’ascoltatore un’associazione quasi istintiva.
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