C’è grande attesa per la prossima opera videoludica di Naughty Dog, ma pare che lo studio di punta di Playstation abbia in serbo per i suoi fan storici una grandissima sorpresa che potrebbe addirittura oscurare la nuova IP. Scopriamo di cosa si tratta e quando potremmo vederlo girare sulle nostre console casalinghe.
L’attuale generazione di console è stata atipica rispetto alla storia del medium videoludico. Non solo perché a differenza delle precedenti c’è stato un cambio dei costi di mercato (i prezzi di giochi e console sono saliti col tempo invece che abbassarsi a causa delle contingenze economico-sociali di questi anni), ma anche e soprattutto per un cambio di modello di vendita e di strategie di produzione.
Da un lato i principali player hanno puntato in maniera convinta sui servizi e sui giochi come servizio, il che ha fatto scendere di numero i titoli single player e variegato l’utenza accogliendone una nuova e scontentando quella storica (una mossa logica, dato che le nuove generazioni sono l’utenza e gli acquirenti del presente e soprattutto del futuro). Dall’altro si è cercato di abbassare i costi di produzione, limitando i tripla A e cercando di portare al successo giochi live service in grado di generare profitto continuato negli anni.
Una scelta quest’ultima che in parte è dovuta all’esigenza di tagliare i costi di produzione (i titoli Tripla A richiedono esborsi economici sempre più gravosi) dall’altro da esigenze commerciali delle aziende che vedono in questa tipologia di gioco una forma di guadagno migliore di quella passata.
Le conseguenze di questo precipitoso cambio di strategia le abbiamo viste. Si è compreso che non tutti i live service sono redditizi e soprattutto che per creare un’esperienza che piaccia all’utenza bisogna inventare qualcosa di realmente originale. Se per i single player il modello di replica della formula di successo (i soulslike, ad esempio) funziona, per i multiplayer a sviluppo continuo è meno performante.
Trattandosi di esperienze inglobanti che si evolvono con il passare del tempo è complesso offrire un’esperienza innovativa e migliore di una già presente sul mercato, dunque è necessari offrire una tipologia di gioco che sia originale o che offra qualcosa di differentemente appagane alla community di appassionati per convincerla a lasciare il sicuro per l’incerto.
Di questa modifica del mercato e delle strategie produttive ha pagato il prezzo anche Naughty Dog, software house di punta di Playstation nonché una delle migliori al mondo. I “cagnacci” sono stati impiegati nella creazione di una versione multiplayer di The Last of Us poi cestinata, il che ha ritardato lo sviluppo della loro nuova IP single Player.
Quella attuale è dunque la prima generazione Playstation in cui non c’è un gioco Naughty Dog al lancio o al massimo nella prima metà del ciclo commerciale e rischia di essere anche la prima in cui lo studio di maggior spessore in casa Sony non pubblica nemmeno un’IP.
Naughty Dog lavora sotto traccia per fare uscire due giochi per PS5?
Un paio d’anni fa Neil Druckmann ha presentato la nuova IP dello studio durante i The Game Awards: Intergalactic. Del gioco abbiamo visto solo un teaser trailer che ci ha svelato il contesto, ci ha presentato la protagonista e ci ha fatto intuire il gameplay. Dopo quel filmato però sul progetto è calato il silenzio.
Sappiamo che si tratta di un gioco ambizioso, in cui il team sta lavorando per creare un gameplay profondo e stratificato. Sappiamo inoltre che si tratterà di un’action in cui si combatterà principalmente con “armi bianche”, che probabilmente ci saranno elementi ruolistici e che la trama sarà volta a raccontarci un mondo distopico in cui la libertà delle persone è soggiogata alla volontà di un’organizzazione religiosa.
Il gioco dovrebbe vedere la luce nel corso del 2027, ma attualmente non ci sono state conferme sulla finestra di lancio né da parte di Naughty Dog né tantomeno da parte di Sony. Sappiamo inoltre da anni che il team è al lavoro in contemporanea su un secondo progetto, il quale dovrebbe uscire successivamente ad Integalactic, probabilmente in contemporanea o poco dopo il lancio di PS6.
In questi anni si è ipotizzato che il titolo potesse essere The Last of Us parte III, ma il fatto che Neil Druckmann non sia direttamente coinvolto nello sviluppo allontana questa ipotesi. In molti hanno auspicato una versione moderna di Jak and Daxter, ma la presenza nel roster Sony di Insomniac ed il probabile nuovo capitolo di Ratchet and Clank per la prossima console lo renderebbe un doppione (bisogna anche considerare che è in arrivo il secondo Kena, gioco anch’esso similare).
Gli indizi dunque puntano tutto su un possibile nuovo Uncharted. La saga dedicata a Nathan Drake è considerata conclusa da Naughty Dog con il quarto capitolo, tuttavia in questa generazione è mancato un gioco di questo genere e titoli come Indiana Jones e Tomb Raider dimostrano che c’è un mercato ancora florido per esperienze di gioco simili.
Ci potrebbe anche essere un aggancio narrativamente coerente con la storia finora raccontata. Alla fine del quarto capitolo, infatti, Nathan si è ritirato dalla carriera, ma la figlia sembra essersi appassionata all’archeologia come i suoi genitori. L’erede dell’iconico protagonista potrebbe dunque sostituirlo (o affiancarlo per il primo capitolo della nuova saga) e diventare una concorrente di Lara Croft.
A dare sostanza a questa ipotesi c’è l’indiscrezione rilasciata dall’insider AlexandreNGamR, noto per aver anticipato un nuovo capitolo della saga Metro e spesso abile nell’intercettare annunci imminenti. Possibile dunque che ad un prossimo evento comunicativo di Playstation si assista al ritorno – anche solo in forma parziale – di Nathan Drake e di Uncharted?
Di sicuro un simile annuncio sarebbe accolto con grande entusiasmo dall’utenza Playstation e il blasone di Uncharted potrebbe rappresentare un richiamo enorme per il lancio della prossima console di casa Sony, inoltre l’uscita di due titoli Naughty Dog a stretto giro potrebbe offrire un segnale positivo di ripresa della macchina produttiva dei Playstation Studios inceppatasi in questa generazione a causa di scelte poco lungimiranti.
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