Il giorno in cui un raggio cosmico ha aiutato uno speedrunner: il glitch impossibile di Super Mario 64

Nel 2013 una speedrun di Super Mario 64 è stata alterata da un evento rarissimo: un raggio cosmico ha modificato la memoria della console.

Chi segue le speedrun (modalità di gioco in cui un videogiocatore deve provare a terminare il gioco il più veloce possibile) sa che una parte del risultato dipende anche dalla fortuna. Movimenti perfetti, traiettorie ottimizzate e glitch studiati per anni convivono sempre con una piccola componente imprevedibile. Ma c’è un limite. O almeno, si pensava ci fosse.

Nel 2013, durante una run da 70 stelle (non stiamo a qui a spiegare la categorizzazione delle varie run, ché parliamo di roba davvero farraginosa) uno speedrunner noto come DOTA_Teabag si trovava nel livello Tick Tock Clock di Super Mario 64. Era una situazione ordinaria: raccolta delle monete rosse, percorso già visto centinaia di volte. Poi qualcosa ha interrotto la normalità.

Mario viene improvvisamente catapultato verso l’alto. Un up-warp, ma senza alcuna delle condizioni necessarie per attivarlo. Non c’è un soffitto sopra la testa, non c’è una superficie afferrabile. Eppure il gioco si comporta come se quelle condizioni fossero presenti.

Un glitch che non doveva esistere

In Super Mario 64, l’up-warp è un comportamento noto. Si verifica quando il gioco “crede” che Mario stia afferrando un soffitto più alto rispetto a quello con cui entra in contatto. È un’interazione tra collisioni e hitbox, sfruttata da anni nelle speedrun.

Ma qui manca il presupposto. DOTA_Teabag non tocca alcun soffitto. Sta semplicemente atterrando su una piattaforma. Eppure viene teletrasportato verso l’alto, risparmiando secondi preziosi nella run.

La clip circola rapidamente nella community. Tra chi la analizza c’è pannenkoek12, uno dei nomi più autorevoli nello studio tecnico del gioco. Viene persino offerta una ricompensa di 1000 dollari per chi riuscirà a replicare il glitch.

Il problema è che nessuno ci riesce. Nonostante emulatori, replay perfetti e input copiati frame per frame, l’evento non si ripete mai.

La spiegazione: un bit cambiato per caso (dall’Universo)

La risposta arriva da un’ipotesi che sembra uscita da un altro contesto: un single-event upset. In termini semplici (si fa per dire), una particella ad alta energia proveniente dallo spazio che colpisce un dispositivo elettronico e altera uno stato binario.

Queste particelle – generate da raggi cosmici che interagiscono con l’atmosfera terrestre – possono colpire circuiti e memoria. Nella maggior parte dei casi non succede nulla di visibile. A volte però un singolo bit cambia valore, passando da 1 a 0 o viceversa.

Nel caso della run del 2013, l’ipotesi più accreditata è che uno di questi eventi abbia modificato un byte legato alla posizione verticale di Mario. Una variazione minima, ma sufficiente a far credere al gioco che il personaggio si trovasse in una condizione diversa.

Il risultato è quel salto improvviso verso l’alto. Non un glitch eseguibile, ma una coincidenza fisica estremamente rara. (La teoria è stata supportata anche da test successivi: forzando artificialmente quella modifica nella memoria, l’effetto si riproduce).

Perché questo episodio è unico (e irripetibile)

Eventi del genere sono documentati in ambito scientifico e tecnologico. Possono causare errori nei sistemi elettronici, malfunzionamenti o crash. Ma che uno di questi episodi produca un vantaggio in una speedrun è qualcosa di praticamente irripetibile.

La probabilità è talmente bassa da rendere impossibile qualsiasi tentativo di replicarla volontariamente. Non è un trucco, non è una tecnica. È un caso isolato.

Ed è proprio questo a renderlo interessante. In un ambiente come quello di Super Mario 64, dove ogni movimento è stato analizzato per oltre vent’anni, un evento completamente esterno al gioco ha prodotto un risultato concreto.

Nel frattempo, la scena delle speedrun continua a evolversi in modo più “tradizionale”. Nel 2025, ad esempio, è stata scoperta una nuova tecnica nella categoria 1 stella che permette di raggiungere più rapidamente aree chiave del castello, cambiando ancora una volta i percorsi ottimali.

Ma qui la logica resta interna al gioco: studio, pratica, ripetizione. Il caso del raggio cosmico resta fuori da tutto questo. Un episodio isolato, difficilmente replicabile, ma ormai entrato nella storia della community.

Non ha rivoluzionato le route. Non ha cambiato le classifiche in modo duraturo. Però ha dimostrato una cosa: anche nei sistemi più studiati, esiste sempre una variabile che sfugge al controllo.


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