Bryan Hooper torna libero dopo 27 anni di carcere per un errore giudiziario e scopre un mondo cambiato: una delle prime cose che fa è accendere una PS5.
Ci sono storie che non hanno bisogno di essere “spinte”. Basta metterle in fila, con ordine, e il peso arriva da solo. Quella di Bryan Hooper è una di queste: 27 anni in carcere per un omicidio che non ha commesso, poi la liberazione quando il mondo attorno è diventato quasi irriconoscibile.
Hooper era stato condannato nel 1998 per l’omicidio di Ann Prazniak in Minnesota. La vicenda si è ribaltata quando Chalaka Young ha confessato di aver mentito: non solo aveva fornito un falso testimonio per incastrarlo, ma ha anche ammesso che l’omicidio era stato commesso da lei. Dopo 27 anni, la giustizia ha corretto la rotta. Tardi, tardissimo, ma l’ha corretta.
In questo tipo di ritorni alla vita normale, il dettaglio spesso dice più del discorso. E uno dei primi dettagli diventati pubblici è quasi cinematografico nella sua semplicità: tra le prime cose fatte da uomo libero, Hooper ha acceso una PlayStation 5 (console del nipote, che quando l’uomo fu condannato probabilmente non era nemmeno nato) per capire “com’è cambiato” il videogioco in questi decenni. Non come gesto nostalgico, ma come prova concreta di contatto con il presente.
Il suo ultimo riferimento era la prima PlayStation. Quella di un’epoca in cui i giochi avevano una certa fisicità: tempi di caricamento, dischi, menu essenziali, comandi che si imparavano in fretta. Davanti alla PS5, Hooper si ritrova invece con un linguaggio nuovo: un controller che vibra, che emette suoni, che restituisce voci e dettagli. La sua reazione è diretta e pulita: “Mi ci vorrà tempo per imparare”. Non suona come una battuta. È un fatto.
La PlayStation e il 1998
Il 1998 è stato un anno d’oro per la PlayStation (PS1), che in quel periodo consolidava il proprio dominio nel mercato. La console, dotata di controller DualShock, veniva proposta a circa 249.000 lire (sul mercato italiano) e diventava il centro dell’intrattenimento domestico. Fu anche l’anno di uscite rimaste iconiche: Metal Gear Solid, Resident Evil 2, Crash Bandicoot: Warped, Spyro the Dragon e Tomb Raider III. E, con il Mondiale di Francia 1998 sullo sfondo, molti ricordano FIFA Road To World Cup anche per la sua colonna sonora entrata nell’immaginario di una generazione.
La libertà inizia da un gesto che sembra piccolo
La scena della PS5 colpisce perché è facile da visualizzare, ma soprattutto perché è piena di significato senza doverlo spiegare. Il punto non è la console. Il punto è che, dopo 27 anni, tutto ciò che per gli altri è evoluzione graduale per lui è un salto. Un salto tecnologico, certo, ma anche culturale: come si comunica, come ci si intrattiene, quanto è diventato “stratificato” persino il tempo libero.
#Tendencias 🕹️😎 Se hace viral la reacción inicial de Bryan Hooper Sr., un hombre que salió de prisión tras 27 años, al jugar con una PlayStation 5.
El video, titulado “La vida después de 27 años en una prisión federal”, fue grabado originalmente por el sobrino de Hooper y se… pic.twitter.com/riMd8sLXml
— Oro Noticias Puebla (@OroNoticiasPue) January 28, 2026
In mezzo a tutto questo, Hooper sceglie un titolo preciso: “Voglio provare GTA 5”, dice con convinzione. Anche qui: niente retorica, niente grandi proclami. Solo la curiosità di mettere le mani su qualcosa che rappresenta un’epoca diversa dalla sua (nel 1998 era uscito da poco il primo Grand Theft Auto per PS1). E, in controluce, la volontà di non restare spettatore del cambiamento, ma di entrarci dentro, per quanto possa essere destabilizzante.
Su ciò che è accaduto, è intervenuta anche Mary Moriarty, procuratrice della contea di Hennepin, con un comunicato in cui ha espresso sollievo per il ritorno a casa di Hooper e ha rinnovato le scuse per il ruolo dell’ufficio in quella che definisce un’ingiustizia. Il passaggio più netto è quello sul presente: Hooper, dice Moriarty, deve ora orientarsi in un mondo che somiglia poco a quello del 1998.
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