I milioni di appassionati di produzioni Nintendo che attendono un taglio di prezzo per mettere le mani sulla Switch 2 potrebbero dover attendere ancora a lungo: secondo le previsioni infatti nei prossimi mesi potrebbe esserci un rialzo.
Il lancio di Nintendo Switch 2 è stato estremamente positivo per l’azienda nipponica, la console è andata a ruba e i dati di vendita hanno fatto segnare un record dopo l’altro, rendendola in pochi mesi la console venduta più rapidamente della storia, non solo a confronto con le altre ammiraglie della casa di Kyoto.
Un tale impatto era preventivabile, sia perché la prima Switch è stata una console amatissima dall’utenza, sia perché da tempo gli utenti Nintendo attendevano un salto generazionale per poter giocare i titoli più moderni ad una qualità che rispecchi gli standard attuali dell’industria.
A dire il vero i risultati sarebbero potuti essere addirittura migliori se l’azienda giapponese avesse deciso di tenere più basso il prezzo della console. In molti si sono lamentati dei 450 euro (per la sola console), così come ci sono stati diversi mormorii riguardo la politica di vendere gli upgrade dei giochi della prima Switch a 10-20 euro.
Non è affatto casuale che più della metà delle console vendute in questi primi mesi siano state acquistate in Giappone, sia perché è da sempre il mercato di riferimento ed il più forte per Nintendo sia perché per non scontentare gli utenti giapponesi la console è stata venduta a 320 euro con tanto di region lock per impedire acquisti dall’estero.
La sproporzione è evidente, anche volendo ammettere che ci sono sempre tariffari differenti in base al mercato di riferimento studiati in base alle possibilità economiche delle varie popolazioni, 120 euro di differenza sono decisamente eccessivi. Non è casuale dunque nemmeno il calo delle vendite durante il periodo delle festività (-35% in Usa, -33% in Europa rispetto a Switch 1 nel 2017), poiché una volta i fan più benestanti hanno acquisito la propria unità, gli altri attendono un cut price.
Switch 2 potrebbe aumentare di prezzo, le vendite ne risentiranno ulteriormente?
La questione prezzo si lega chiaramente alla situazione economica globale. L’inflazione continua ad aumentare ininterrottamente dal 2020 e il potere d’acquisto dei potenziali acquirenti si assottiglia giorno dopo giorno. Prima di acquistare una nuova console, dunque, moltissime persone valutano attentamente pro e contro, ma soprattutto attendono che escano quei giochi per cui valga davvero la pena fare il salto generazionale.
Attualmente la lineup di Switch 2 prevede solamente due esclusive dedicate, ossia Mario Kart World (il cui prezzo di vendita ha scoraggiato moltissimi utenti, si tratta del gioco più costoso sul mercato) e Donkey Kong Bananza, troppo poco per ingolosire utenti esterni all’universo Nintendo e per convincere gli appassionati a mettere da parte la prima Switch.
Il 2026 in tal senso non sembra poter spostare di troppo l’ago della bilancia, a meno che Nintendo non annunci qualche grossa IP nel corso dei prossimi mesi. Mario Tennis Fever è un titolo di nicchia, The Duskblood porta la firma di From Software ma è pur sempre un multiplayer competitivo, genere in cui la software house si è lanciata da poco e che non è di gradimento agli appassionati delle loro produzioni.
L’unica IP che potrebbe trainare le vendite è Pokemon Pokopia, spin-off dell’amatissima saga che potrebbe unire gli appassionati del brand a quelli di Animal Crossing, visto che si tratta di un gioco in cui di fatto occuparsi della parte gestionale dell’allevamento dei simpatici mostriciattoli.
Alla carenza di titoli di richiamo per la gran parte dei giocatori si potrebbe aggiungere un problema di costi. Il mercato ha subito un aumento dei costi di produzione a causa della scarsità di memoria RAM. Questo fattore è tutt’altro che secondario e già alla fine dello scorso anno Nintendo ha valutato la situazione scegliendo di non aumentare il prezzo della console prima delle festività.
Il problema è che la situazione è ben lungi dall’essere vicino ad una soluzione e questo potrebbe comportare un ulteriore aumento dei costi di produzione che costringerebbe l’azienda nipponica ad alzare il prezzo di Switch 2 per mantenere i margini di profitto fissati. Molto dipenderà dai risultati finanziari di fine anno fiscale – il bilancio completo si avrà dopo il 31 marzo – e dalle tendenze di vendita di questi primi tre mesi del 2026.
Qualora le vendite di Switch 2 dovessero confermarsi al di sopra degli obiettivi fissati dalla compagnia, generando un attivo in borsa, i vertici potrebbero valutare l’aumento di prezzo come un danno marginale nell’economia dell’azienda e procedere con l’aumento preventivato già da qualche mese.
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