Sulla strategia multipiattaforma di Microsoft non ci sono più dubbi, ma ancora oggi le IP di maggior rilievo sono uscite in esclusiva temporale su Xbox, Fable sarà la prima a rompere quest’ultimo tabù?
All’indomani dell’acquisizione di Bethesda, un dubbio si è instillato nella mente degli utenti Xbox: le saghe storiche sarebbero davvero diventate esclusive Xbox? A tal proposito Phil Spencer aveva chiarito che ci sarebbe stata una valutazione caso per caso, una posizione replicata quando è giunta anche l’acquisizione di Activision/Blizzard.
Da quel momento in poi sono cambiate parecchie cose, visto che tutto ciò che è uscito in questi ultimi anni su Xbox è stato successivamente portato su PS5 (in alcuni casi anche su Switch) o è stato già annunciato per la console Sony. Se il dubbio iniziale aveva fatto ipotizzare che le saghe storicamente multipiattaforma potessero rimanere tali, così come le nuove IP appartenenti ai gruppi appena acquisiti, nessuno si sarebbe immaginato solamente 4-5 anni fa che Microsoft potesse abbandonare l’idea di avere delle esclusive.
Oggi è ormai chiaro che per Microsoft il concetto di esclusiva è superato, poiché le IP prodotte internamente sono fonte di reddito più sulle console della concorrenza che sulle proprie, ma anche perché possono diventare il migliore strumento di promozione commerciale del servizio in abbonamento su cui l’azienda americana sta puntando tutto.
Far conoscere le proprie IP al di fuori dell’universo Xbox è il miglior modo per attrarre nuova utenza e convincerla della bontà dell’offerta on demand. Lo scopo è chiaramente quello di promuovere e valorizzare l’infrastruttura cloud Azure di cui Microsoft è proprietaria e sulla quale in futuro – per il momento giocare in cloud non garantisce la stessa qualità di giocare su software installati su PC o Console – funzionerà esclusivamente il servizio.
Spostare il focus del business sui servizi in abbonamento è centrale nella strategia a lungo termine della compagnia di Redmond, poiché gli investimenti fatti sulle infrastrutture cloud negli anni passati hanno permesso a Microsoft di avere un vantaggio sostanziale non solo sugli altri player del mercato videoludico, ma anche su tutte le altre aziende che basano il loro business sui contenuti on demand.
Fable al day one su PS5 è più di una semplice ipotesi
Valutare le strategie di Microsoft solo in ambito gaming è semplicemente riduttivo, oltre che errato. Ciò che conta per il colosso informatico è avere un ruolo centrale e poter far crescere la mole di ricavi in qualsiasi modo possibile. Adottando uno sguardo più ampio sulla situazione attuale, si comprende come la mossa di abbandonare l’esclusività dei software e la centralità degli hardware sia logica e possibilmente vincente sul lungo periodo.
Se finora non è stato possibile pubblicare tutto al day one su tutte le piattaforme non è stato per garantire l’esclusività temporale agli utenti Xbox, ma perché c’è stata un’accelerazione improvvisa sulla strategia mirata a spostare il business dalla vendita delle console a quella dei servizi. Ciò significa che molti titoli in lavorazione non erano pronti per uscire sulle altre piattaforme e necessitavano di maggior tempo per lo sviluppo.
Fable sarà la prima esclusiva storica ad uscire al day one anche su PS5? Secondo quanto riportato da VGC, Playground Games starebbe lavorando da tempo su una versione PS5 del gdr, il che potrebbe effettivamente consentire di lanciare il gioco in contemporanea sulle due piattaforme oltre che su PC.
Sempre VGC spiega che anche la versione PS5 di Forza Horizon 6 sarebbe in fase di lavorazione, ma che in questo caso il via libera dell’azienda sia stato dato solo di recente e questo non consentirebbe un’uscita simultanea del gioco. Molto probabile che anche Gears of War E-Day possa uscire in contemporanea su tutte le piattaforme, poiché la fase centrale del suo sviluppo è iniziata dopo la virata multipiattaforma di Microsoft.
Se questo dovesse effettivamente verificarsi – lo scopriremo con ogni probabilità all’Xbox Developer Direct del 22 gennaio – cadrebbe l’ultimo tabù riguardante il concetto tradizionale di esclusività. Va infatti sottolineato come una killer app esclusiva Microsoft la continua ad avere ed è il Game Pass.
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