Final Fantasy VII parte tre, più di un semplice remake: “Vogliamo fare esaltare i fan”

Nella terza parte della trilogia remake di Final Fantasy VII verranno aggiunti dei contenuti che non erano presenti nel gioco originale e che includeranno parte di ciò che ha costituito la lore esterna al gioco fino ad oggi.

L’importanza di Final Fantasy VII nel franchise di Square-Enix ha superato di gran lunga quella di qualsiasi altro capitolo uscito precedentemente e successivamente. Non si tratta esclusivamente di diffusione e vendite, ma anche e soprattutto di capacità di sopravvivere allo scorrere del tempo, di rimanere impresso nella memoria collettiva.

Il settimo capitolo della saga jrpg non è stato un successo solo perché è stato il primo pubblicato su Playstation ed il primo in grafica 3D, ma anche perché è stato il primo ambientato in universo futuristico ed il primo a trattare tematiche sociali oltre che sentimentali. Il ruolo delle corporation nello sfruttamento delle risorse, l’insensibilità dell’industria ai danni arrecati al pianeta e alla popolazione, il ruolo della guerra nella gestione del potere e dell’economia, tematiche attuali ancora oggi.

Final Fantasy VII è più di un’epopea fantasy, più di un’avventura di formazione, è una denuncia sociale in cui si vuole evidenziare come l’unico strumento che abbiamo per salvaguardare l’ambiente e proteggere la società dalla corsa sfrenata al guadagno e alla ricerca del potere è fare valere i nostri diritti, non arrenderci allo stato delle cose e lottare affinché vi sia un cambiamento.

A distanza di quasi 30 anni dall’uscita del gioco, nulla è cambiato nel mondo, anzi la situazione è solo peggiorata: la forbice economica tra ricchi e poveri si è solo allargata, le guerre sono ancora lo strumento attraverso cui le grandi potenze esercitano il loro controllo sui popoli, l’ambiente è ancora devastato dallo sfruttamento delle risorse e dall’inquinamento.

La trilogia di Final Fantasy VII è più di un semplice remake

Nel riammodernare quest’opera videoludica, Square-Enix aveva il compito di rendere fruibile il gameplay alle nuove generazioni, piacevole il comparto grafico, ma anche di rispettare il materiale originale. Il fatto è che tra questo materiale non c’era solo il gioco del ’97, ma anche diversi spin-off, tra cui l’apprezzatissimo film animato Advent Children.

Ampliare l’avventura originale senza snaturarla, aggiungere personaggi, eventi e sotto trame era un’operazione delicata che ha portato il team di sviluppo a partorire l’idea di suddividere il remake in tre differenti capitoli. Il primo capitolo è stato una riproposizione 1 a 1 dell’originale, il secondo ha inserito alcuni elementi presi dalla lore di FFVII ma esterni al gioco originale, ed il terzo avrà il compito di aggiungere ulteriori elementi esterni che possano rendere canonico anche Advent Children.

In una recente intervista concessa a GamerBraves, il director della trilogia, Naoki Hamaguci, ha spiegato che sin dall’inizio c’è stato l’intento di regalare ai fan un’avventura che fosse al contempo familiare e inedita: “Non volevamo fare un semplice remake. Volevamo creare una storia che comprendesse i vari spin off e l’anima delle produzioni fatte negli anni precedenti al fine di offrire un’esperienza innovativa di FFVII”.

Ovviamente non poteva essere inserito tutto, motivo per cui quali storie e personaggi rendere parte del nuovo progetto è stato al centro delle discussioni in tutti questi anni. Era importante infatti che le novità creassero “Eccitazione ai fan” ma non modificassero essenza e struttura della narrazione originale, si amalgamassero in modo perfetto.

Per tale ragione gli eventi narrati in Advent Children sono stati spalmati nel corso dei tre capitoli e resi canonici: “Alla fine siano riusciti a collegare Advent Children che adesso sarà parte della storia canonica. La trama generale e lo sviluppo degli eventi non saranno così distanti da non potersi ricondurre al finale del film”.


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