Playstation 4, l’esclusiva più originale è stata ignorata: se fosse uscita nel 2025 sarebbe celebrata come un gioco cult

Quando c’è troppa abbondanza si rischia di sottovalutare opere che meriterebbero maggiore attenzione: questo è il caso dell’esclusiva PS4 più originale e “weird” del catalogo che all’epoca della sua uscita è stata completamente ignorata dai giocatori, gli stessi che oggi si lamentano per la mancanza di coraggio e varietà nella lineup di PS5.

Sono anni che Sony è sotto accusa per una gestione poco lungimirante e coraggiosa della sua lineup. Dopo il successo di PS4, figlio di una politica di programmazione coraggiosa, volta a premiare l’originalità e la libertà creativa dei team interni, l’azienda nipponica ha puntato sui sequel sicuri come Horizon, God of War e Spider Man, e cercato di espandersi nel mercato dei live service (con pessimi risultati).

Da un lato questa strategia è stata figlia di quella precedente, ossia si è cercato di monetizzare sui brand che avevano avuto successo nella passata generazione per coccolare i fan (come si è sempre fatto nel mondo videoludico dai tempi del Nes) e per far crescere le IP tramutandole in saghe.

Dall’altro è stata dettata dai freddi numeri commerciali. Si tratta di una logica conseguenza per un’azienda il premiare i format di successo cercando di replicarlo attraverso l’effetto affiliazione e nostalgia. Se questo si è tradotto nella produzione di giochi di “Massa” invece che di giochi coraggiosi e originali non è esclusivamente colpa di chi produce.

Nel momento in cui un’azienda si rende conto che produrre giochi diversi dal solito si traduce in un buco nell’acqua, cerca di ottimizzare gli investimenti, concentrandosi su quelli che possono generare un ritorno economico certo. Il margine di rischio è stato mantenuto investendo nei live service, mossa che se fosse stata azzeccata avrebbe decuplicato i profitti.

Sony ha tirato i remi in barca anche per le scelte dell’utenza

Oggi è facile dire che si è trattato di una decisione errata – lo dicono i fatti – ma dovrebbe risultare logico, se si avesse un minimo di memoria e di spirito critico, che se è stata presa questa strada è stato perché quella dello sviluppo di IP coraggiose non è mai – o quasi – stata premiata dalla community.

Ci si lamenta ad esempio della mancata produzione di The Order 1887 o di Days Gone 2, ma le due Ip non hanno ricevuto dei sequel è perché prima la stampa e successivamente gli utenti si sono scagliati immotivatamente contro questi giochi, giudicandone il valore a paragone con i giganti del settore e con le altre IP prodotte da Sony.

Se simili trattamenti fossero stati riservati al primo Uncharted – tutt’altro che perfetto come dinamiche di gameplay e come narrazione – o al primo Infamous, anche questi non avrebbero ottenuto dei seguiti. Un altro esempio di come l’hype e l’accanimento social possa rovinare il ricordo di un progetto è The Last Guardian.

Il titolo di Fumito Ueda giungeva con grandi aspettative dopo il successo di Ico e Shadow of the Colossus (che comunque erano giochi tutt’altro che perfetti lato gameplay e rimangono dei giochi di nicchia ancora oggi) ed ha deluso non tanto perché fosse un cattivo gioco, ma perché tutti si attendevano che fosse un gioco rivoluzionario.

Se una figura come Ueda non è più centrale nella strategia produttiva di Sony è proprio perché il pubblico di massa – che non conosceva le precedenti opere dell’art director e si è fatto trascinare dall’entusiasmo all’acquisto – ha bocciato il suo ultimo lavoro. Lo stesso discorso può essere fatto per Toyama, padre di Silent Hill che fino alla passata generazione faceva parte dei Playstation Studios.

Gravity Rush 2 è uscito troppo presto: oggi sarebbe stato apprezzato maggiormente

Toyama è stato ingaggiato da Sony ai tempi di PS2 allo scopo di creare un survival horror esclusivo per Playstation. Frutto di quel progetto è stato Siren, titolo che come atmosfere e gestione dei ritmi ricordava molto Silent Hill, ma che puntava su una tipologia di gameplay peculiare che non ha fatto breccia nel cuore degli appassionati del genere.

Ciò nonostante arrivarono il secondo ed il terzo capitolo, il che fece diventare la saga un piccolo cult di nicchia per appassionati soprattutto nipponici. All’epoca PS3 Toyama si è dedicato alla creazione di un’IP completamente differente, un action coloratissimo che sfruttava il giroscopio della PSP per presentare un gameplay basato sull’utilizzo della gravità.

L’idea era originale e d’impatto, tanto che Sony decise di finanziare un secondo capitolo da portare questa volta sulla console casalinga PS4. Gli appassionati del lavoro di Toyama avranno già capito che stiamo parlando della serie Gravity Rush, gioco il cui primo capitolo ottenne una discreta accoglienza dagli utenti della PSP, ma il cui secondo capitolo è stato letteralmente ignorato.

Gravity Rush 2 non aveva problemi tecnici, era superiore al primo capitolo sotto ogni punto di vista, era originale e divertente da giocare e nonostante non puntasse sul fotorealismo delle altre produzioni Playstation artisticamente era uno spettacolo per gli occhi. Il perché non abbia fatto breccia a tutt’oggi è un mistero.

Probabilmente è stato perché in quel periodo (era il 2017) il pubblico non era ancora stanco delle grosse produzioni di massa e non c’era ancora l’attenzione che c’è oggi sulle produzioni minori – indie o meno che siano. Otto anni dopo il mercato e i gusti dei giocatori sono radicalmente cambiati ed è altamente probabile che un titolo come Gravity Rush 2 avrebbe lasciato il segno, quantomeno generando una nicchia di appassionati.

Purtroppo il buco nell’acqua – a livello commerciale – è stato tale da spingere Sony a chiudere i rapporti con Toyama ed il suo studio ed ha convinto il designer nipponico a tornare sui suoi passi: il recente Slitterhead è un gioco singolare come da tradizione per il director, ma rientra in quelle produzioni survival horror che l’hanno reso famoso a fine anni ’90 e dalle quali aveva deciso di staccarsi proprio con Gravity Rush per sperimentare qualcosa che lo appagasse maggiormente.

Il consiglio che possiamo dare agli appassionati di giochi action è di recuperare l’intera saga Gravity Rush, lo stile cartoon del mondo di gioco, infatti, permette di non percepire gli anni passati dall’uscita e il gameplay è talmente peculiare da risultare originale ancora oggi.


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