“Comportamento denigratorio e bullismo”: Riot inchioda Andy “Reginald” Dinh, CEO di TSM

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Riot ha condotto delle indagini sulle recenti accuse di abusi verbali e bullismo nei confronti del CEO di TSM Andy “Reginald” Dinh. I funzionari hanno infatti messo in evidenza “un modello e una pratica di comportamento denigratorio e di bullismo mostrato da Andy Dinh nei confronti dei giocatori e dei membri dello staff di TSM”, che ha spinto la lega a multare l’ex proprietario – diventato professionista – per un totale di 75.000 dollari.

TSM si è anche impegnata in un “cambiamento culturale all’interno della loro organizzazione”, ma per garantire che questo cambiamento possa davvero verificarsi, Reginald verrà messo in libertà vigilata per i prossimi due anni nell’ecosistema Riot. Un monitor indipendente stabilirà delle linee guida che consentiranno ai dipendenti dell’organizzazione di esports di segnalare in modo anonimo casi di abuso da parte di Reginald.

Queste conclusioni sono il culmine di un’indagine interna condotta dai funzionari di Riot a seguito di diverse accuse pubbliche nei confronti di Reginald da parte di un ex giocatore di TSM, tra cui continue aggressioni verbali che avrebbero portato a umiliazioni pubbliche e forti disagi dal punto di vista psicologico tra lo staff e i giocatori.

Dopo aver intervistato 14 persone e aver esaminato e-mail e altre comunicazioni elettroniche, dichiarazioni pubbliche e video, Riot ha scoperto che Reginald ha abusato verbalmente di alcuni dei suoi giocatori professionisti e anche dei membri dello staff. Gli sfoghi erano comunque limitati alle prestazioni di un giocatore o dello staff e non hanno mai avuto a che fare con razza, sesso, età o orientamento sessuale.


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