Guerra in Ucraina, BLAST Premier esclude le squadre russe dai suoi eventi CS: GO

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Anche il mondo esports lancia segnali in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo e alla pioggia di bombe che stanno cadendo in questi giorni sulle città ucraine.

BLAST Premier, una popolare lega professionale di CS:GO con sede a Copenaghen, in Danimarca, ha vietato alle squadre russe di partecipare ai suoi eventi e ha anche annullato le imminenti qualificazioni CIS.

L’organizzatore dell’evento si è scusato con i fan e i giocatori della regione in un post comparso ieri sui social, dove affermava di ritenere che l’evento non fosse “appropriato” in questo momento. “Il gaming e gli esports uniscono persone di tutte le razze, paesi e credenze“, ha affermato BLAST Premier. “Ci auguriamo che la situazione sulla scena mondiale rifletta questo il prima possibile”, si legge nel post.

Negli ultimi sei giorni l’invasione russa ha portato ad un pesante conflitto in Ucraina. Dal 24 febbraio, giorno di inizio della guerra, sono già migliaia i soldati e i civili caduti.

La qualificazione CIS per il BLAST Premier: Spring Showdown doveva prendere il via il prossimo 25 marzo con la partecipazione di squadre con sede in Russia, tra cui forZe. Questa squadra, così come molte altre, viene esclusa dalla competizione.

Al momento non è chiaro se anche Gambit Esports, la squadra russa che si è classificata seconda nella BLAST Premier: World Final nel 2021, verrà esclusa dalla partecipazione a eventi futuri: si tratta infatti di un’organizzazione partner di BLAST, così come Virtus Pro, un’altra squadra con sede in Russia.

Natus Vincere ha tre giocatori russi nel suo roster CS:GO, ma dato che la sua sede è a Kiev, in Ucraina, non dovrebbe essere colpita dal ban di BLAST.

 


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