I dipendenti di Noble Esports attaccano l’organizzazione: “Non siamo stati pagati”

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Noble Esports, un’organizzazione che schiera squadre in Apex Legends, Fortnite, Gears of War e molti altri titoli di esports, sembra essersi improvvisamente ritirata dopo che i dipendenti hanno affermato di non essere stati pagati.

Nella giornata di ieri, infatti, il responsabile delle partnership di Noble, Dan “Dizbog” Goodman, ha fatto sapere su Twitter di non avere più un contratto con la società. Alla fine del messaggio di addio, Dizbog ha nominato specificamente il proprietario di Noble, Kyle McDougal, come motivo chiave della sua partenza.

Secondo Goodman, infatti, McDougal avrebbe “trasformato” i soldi di Noble in NFT e non avrebbe pagato i dipendenti. Anche il rapper T-Pain, che faceva parte dei tornei Nobility dell’organizzazione, è stato menzionato come uno dei presunti appaltatori non retribuiti di Noble.

Poco dopo il tweet di Goodman, è apparso un tweet sull’account di Noble Esports: “Ciao fan di Noble. Questo è il team dei social media. Non lavoreremo finché non riceveremo TUTTI il pagamento che era stato promesso nei nostri contratti”. Poche ore dopo, l’account Twitter dell’organizzazione di esports è stato disattivato.

Tuttavia, il sito web è ancora funzionante, così come Nobility Token, un’impresa di criptovaluta supportata da Noble Esports. L’impresa ha una propria app e un mercato NFT ed è probabile che si tratti proprio dell’organizzazione a cui ha fatto riferimento Goodman nel suo messaggio di addio.

Poco dopo, il proprietario di Noble Esports Kyle McDougal ha pubblicato un post tramite l’account Twitter precedentemente cancellato dell’organizzazione dove afferma che i ritardi relativi ai pagamenti dipendono da “questioni bancarie”. 


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