TI10, i giocatori filippini sono ancora bloccati a Bucarest: troppi casi di Covid-19 in Romania

dota 2 TI10

The International 10 è terminato con lo strepitoso successo di Team Spirit, ma la competizione esports fa ancora parlare di sé per motivi “extra”. Diversi giocatori filippini sono infatti bloccati a Bucarest, in Romania, e non riescono a fare rientro a casa.

Prima della fine del TI10, terminato il 17 ottobre, l’Inter-Agency Task Force for the Management of Emerging Infectious Diseases (IATF-EID), un gruppo organizzato dal governo delle Filippine per gestire le risposte alle malattie infettive, ha pubblicato un elenco aggiornato sulle restrizioni di viaggio per il paese. Nell’elenco compariva la Romania come unico paese in “rosso”.

Ciò vuol dire che tutti i viaggi internazionali nelle Filippine da parte delle persone che provengono dalla Romania non sono consentiti. Il divieto è entrato in vigore il 16 ottobre: pertanto, la maggior parte dei giocatori che avevano voli prenotati per il 18 o il 19 ottobre non hanno potuto fare rientro nelle Filippine.

In Romania i casi di COVID-19 sono in crescita, tanto che Valve e PGL hanno preferito non partecipare dal vivo al TI10. Con queste nuove restrizioni, i giocatori e lo staff dovrebbero viaggiare in un altro paese, mettersi in quarantena per 14 giorni e fornire tutto ciò che la IATF e il governo filippino chiedono come prova prima di poter tornare a casa.

Non è la prima volta che accade qualcosa del genere in questa stagione: nei mesi di maggio e giugno, infatti, WePlay Holding ha dovuto organizzare voli privati ​​da e per Kiev, in Ucraina, per garantire alle squadre cinesi di non avere problemi con il viaggio e poter competere al WePlay AniMajor.

 


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