Twitch pensa a nuove funzionalità per contrastare gli “hate raid”. Ma non tutti le approvano

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Negli ultimi mesi si è parlato molto del troppo aumento dell’odio su Twitch, tanto da spingere la piattaforma di proprietà di Amazon ad agire, adottando provvedimenti mirati. All’inizio di questo mese, infatti, Twitch ha fatto presente di voler citare in giudizio due presunti organizzatori dei cosiddetti “raid d’odio”, in modo tale da rendere pubbliche le loro identità.

Una mossa fatta anche per “dissuadere gli organizzatori degli “hate raid” dall’adottare comportamenti simili, aiutando a porre fine a questi vili attacchi contro i membri della nostra community”.

Tuttavia, sembra che Twitch non voglia fermarsi solo ad una semplice azione legale. Stando a quanto emerso online, pare che la piattaforma preferita dagli appassionati di esports stia lavorando all’introduzione di nuove funzionalità di moderazione della chat. Un’innovazione che aiuterà i creatori di Twitch a impedire che nuovi account non verificati possano inviare messaggi o emoticon nelle chat dal vivo.

Queste opzioni di chat si chiameranno “Privilegi di canale”, secondo gli screen emersi online, e sono divise in due categorie principali, ovvero Verifica chat: Verifica e-mail e Verifica telefonica. Gli streamer di Twitch possono quindi decidere chi può avere accesso alle loro e-mail o al numero di telefono prima di chattare.

Queste impostazioni offrirebbero un livello di protezione aggiuntivo per i creatori che desiderano un ambiente di streaming più sicuro. Richiedere agli utenti di avere un numero di telefono e un’e-mail verificati potrebbe, in teoria, ridurre il numero di utenti che creano nuovi account anonimi per molestare gli streamer.

Tuttavia non mancano le perplessità. Ad esempio, il partner di Twitch CarcinogenSDA ha sottolineato che attualmente la piattaforma consente agli utenti di registrare più account sulla stessa e-mail. Anche altri streamer di Twitch hanno criticato queste nuove funzionalità di verifica della chat, sostenendo che si tratti di un tentativo della piattaforma di smarcarsi dalle sue responsabilità e dall’incapacità di stabilire un ambiente sicuro.


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