Overwatch League, il Dipartimento di Giustizia USA avvia un’indagine sul soft salary cap

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La divisione antitrust del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti sta monitorando la politica di soft salary cap della Overwatch League, introdotta con l’obiettivo di evitare che le squadre superino una certa soglia di spesa.

L’indagine è guidata dall’avvocato processuale del Dipartimento, Kathleen Simpson Kiernan, che lavora per la suddivisione della Civil Conduct Task Force della divisione antitrust a Washington. Kiernan e altri avvocati del Dipartimento hanno già ascoltato diversi ex dipendenti della Overwatch League, stando a quanto riportato dalle fonti.

Al centro dell’inchiesta di Kiernan ci sarebbe la mancanza di un sindacato dei giocatori, che consentirebbe alla Overwatch League di richiedere quella che viene definita una “esenzione non legale del lavoro”: uno status presente nella NFL, ma anche nell’NBA e in altri campionati sportivi professionistici che hanno sindacati.

L’esenzione deriva da un caso della Corte Suprema degli Stati Uniti, risalente al 1965, dove venne stabilito che gli “accordi tra i sindacati e i datori di lavoro” sono al di fuori della portata dello Sherman Act del 1890, il punto di riferimento della legislazione antitrust.

Il team di Kiernan ha anche contattato Activision Blizzard, l’organizzatore della Overwatch League, che a sua volta ha comunicato ai dirigenti delle squadre di “non manomettere o distruggere” le informazioni relative agli stipendi dei giocatori (una misura di routine adottata in caso di indagine governativa, ndr).

“Abbiamo ricevuto un’inchiesta dal Dipartimento di Giustizia e stiamo collaborando”, ha dichiarato a Dot Esports un portavoce del settore esports di Activision Blizzard.

Nel 2020 la soglia del soft salary cap è stata pari a 1,6 milioni di dollari. Se un team della Overwatch League supera questo importo negli stipendi annuali dei giocatori è costretto a pagare alla Lega una “tassa di lusso” che viene poi redistribuita tra le squadre che invece hanno rispettato il soft salary cap, proprio come avviene in NBA.

 


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