Global Esports Federation (GEF), il “no” del CIO: “Non la riconosciamo, non vi unite a loro”

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L’Esports and Gaming Liaison Group (ELG) del CIO, presieduto dal presidente dell’International Cycling Union David Lappartient, ha scritto a tutti alle Federazioni Internazionali di sport estivi e invernali dicendo di non avere intenzione di riconoscere alcuna organizzazione come organo di governo mondiale per gli esports, tantomeno la Global Esports Federation (GEF). 

La GEF, con sede a Singapore, è stata lanciata lo scorso mese di dicembre, sostenuta dalla società tecnologica cinese Tencent.

La Global Esports Federation è stata creata con l’obiettivo di “stabilire la credibilità, la legittimità e il prestigio per gli esports” e costruire “una piattaforma inclusiva per riunire tutti gli stakeholder del settore degli esports, in modo tale da contribuire a plasmare la missione GEF e massimizzare il potenziale per gli esports e i suoi partecipanti”.

Il GEF ha forti legami con il Movimento Olimpico. Il suo presidente è Chris Chan, segretario del Consiglio olimpico nazionale di Singapore, e il suo direttore operativo è Paul Foster, l’ex capo del protocollo eventi e ospitalità del CIO.

Fin dal momento del lancio, Chan ha posto al GEF l’obiettivo dell’inclusione nei Giochi Olimpici, sostenendo che avrebbero potuto aiutare a porre fine al “malinteso” degli esports, che continua a crescere in popolarità.

Il GEF è stato istituito come rivale della International esports Federation (IeSF) con sede in Corea del Sud, fondata nel 2008, la cui missione è quella di far riconoscere gli esports come sport a tutti gli effetti.

Diversi sport olimpici sono diventati membri del GEF, tra cui tiro con l’arco, canoa, karate, pentathlon moderno, surf, taekwondo e tennis.

“La posizione del CIO è di non voler riconoscere una federazione di esports”, si legge nella lettera della Esports and Gaming Liaison Group (ELG). “Abbiamo forti relazioni esistenti con le diverse parti interessate nella community di esports, come editori di giochi, piattaforme, atleti e giocatori. Manterremo queste relazioni dirette piuttosto che lavorare attraverso una terza parte”.

 


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