Flashpoint ‘blocca’ il pagamento a CSPPA: “Prima rispondete ai nostri reclami”

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Flashpoint, il primo campionato di Counter-Strike: Global Offensive in cui i proprietari sono gli stessi partecipanti, ha deciso di “trattenere” il pagamento di 165.000 dollari a favore della Counter-Strike Professional Players Association (CSPPA) per i diritti di utilizzo della proprietà intellettuale e delle immagini dei propri giocatori esports.

Stando a quanto riportato nella lettera pubblicata dal portale DBTLTAP, Flashpoint intende trattenere il pagamento fino a quando il CSPPA non si deciderà ad affrontare una serie di reclami. Il campionato di CS:GO ha presentato alcune denunce sulla condotta del CSPPA.

Tanto per cominciare, il CSPPA non rispondeva alle richieste di firmare documenti per testare il prodotto di uno sponsor, causando la perdita della sponsorizzazione.

Flashpoint ha affermato che “ha trascorso molto tempo ed energie lavorando con questo potenziale sponsor e convincendolo a spedire gratuitamente i monitor di prova ai giocatori. La vostra incapacità di comunicarci se avreste avuto o meno l’intenzione di collaborare a questa offerta ha ritardato e danneggiato in modo significativo queste negoziazioni”.

Inoltre, sempre stando alla lettera, il CSPPA “si è rifiutato di partecipare a qualsiasi discussione ragionevole in merito alle regole di Flashpoint, in particolare a quelle relative alle procedure”. Di conseguenza, Flashpoint non aveva a disposizione alcun meccanismo per garantire che i giocatori rispettassero le regole.

Flashpoint ha inoltre sottolineato che il CSPPA aveva concordato di creare un nuovo sistema di classificazione che avrebbe portato a un minor rischio di esaurimento dei giocatori. Secondo la lettera, tuttavia, “sembra che il CSPPA non abbia fatto nulla per attuare questo sistema di classificazione. Questo è un danno per l’intero ecosistema CS:GO, ma soprattutto per i giocatori”.

Infine, Flashpoint si sofferma sulla situazione relativa alla vendita del roster di Heroic a FunPlus, avvenuta all’inizio del 2020. Secondo Flashpoint, “i giocatori in seguito hanno ignorato l’accordo, presentando nuove richieste di salario notevolmente al di sopra del mercato. Queste nuove richieste apparentemente erano basate sui consigli della vostra leadership”.

Mercoledì il CSPPA ha pubblicato una risposta, in cui ha confermato che Flashpoint sta effettivamente trattenendo il pagamento e ha negato tutte le accuse sollevate dal torneo. Secondo il CSPPA, Flashpoint è legalmente tenuto a versare la somma, poiché il pagamento è dovuto esclusivamente sulla base dell’accordo di licenza.


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