Mixer chiude malissimo: accuse di razzismo ad un personale dello staff

Mixer fu una delle piattaforme di streaming di giochi e di Esports che ebbe agli inizi un certo successo , riuscendo ad ottenere anche il supporto di giocatori molto importanti come Ninja oppure hostare giochi da tripla A come Fortnite, ma il tempo ormai è passato e Mixer sta per essere venduto a Facebook.

Ma i problemi per questa piattaforma di streaming non si fermano solo a questo, bensì sembra proprio che in casa Microsoft, viste anche le recenti proteste fatte dai Black Lives Matter, abbiano dato la forza a certe persone di ribellarsi a ciò che hanno subito per anni, sopratutto sul posto di lavoro.

Questa persona ha un nome: Milan Lee

Lee, un ragazzo afro-americano, lavora da tempo nella casa di Bill Gates e nel periodo tra il 2017 e il 2018 era stato spostato nel reparto dedicato a Mixer e fu li che inizio il suo calvario purtroppo.

La sua superiore, che amava farsi chiamare “The Slave Master” (la schiavista), ha dimostrato più e più volte un odio razziale verso Lee, il quale era l’unica persona dell’ Etnia di George Floyd all’interno del team.

Questa cosa è uscita solo ora a causa del cambiamento che Mixer dovrà fare per continuare a vivere, nella speranza che per Milan, la cosa possa cambiare.

 


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