L’isola del “buon comportamento”: il brevetto di Riot Games per combattere i giocatori tossici

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Istituire la cosiddetta “isola del buon comportamento” per i giocatori di League of Legends. Sembra proprio questa l’idea di Riot Games, in base all’attività svolta presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti.

Stando al brevetto presentato da Riot, lo sviluppatore del gioco esports starebbe cercando di premiare i giocatori positivi con un miglioramento del matchmaking. Si tratta quindi di una versione diversa della “low priority queue” di Dota 2, spesso chiamata Prison Island, che essenzialmente mette in “quarantena” i giocatori tossici.

Riot ha deciso di seguire un’altra strada, ovvero di dare la priorità nel matchmaking ai giocatori di League of Legends che si comportano meglio.

Il brevetto delinea un sistema che combina i giocatori seguendo un database di “encomi”, abbinandoli ad altri utenti in base ai dati comportamentali. Gli “encomi” presenti nel database sono appunto le segnalazioni che attestano come un giocatore stia mantenendo un buon comportamento: più encomi ci sono, maggiore è l’affidabilità del giocatore, che conquista così un punteggio molto elevato.

Per ora si tratta solo di un’idea. La community di League of Legends ha già espresso alcune perplessità. Ad esempio, alcuni giocatori potrebbero ottenere encomi grazie alle loro abilità anche se di fatto sono “tossici”; inoltre, tanti giocatori che non passano molto tempo su League of Legends verrebbero inevitabilmente penalizzati.

Sta di fatto che Riot Games si sta davvero impegnando per combattere la “toxicity” nel gioco esports: il brevetto per “l’isola del buon comportamento” deve essere visto come un primo passo.


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