Esports alle Olimpiadi: ecco perché pensiamo debbano esserci

Gli esports sono ormai sulla cresta dell’onda, complice anche la recente pandemia che ha direzionato le visualizzazioni e il gioco d’azzardo sul fratello virtuale delle competizioni sportive che normalmente tutti seguiamo.

Ci chiediamo però se questo inaspettato successo porterà gli esports ad essere abbastanza mainstream da meritare un posto alle Olimpiadi.

La competizione ha visto un notevole calo di spettatori, sopratutto negli Stati Uniti, dove l’apice di ascolti per i Giochi Olimpici, c’è stato nel 1992, alle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City.

Altro dato interessante riguarda l’età media di chi segue l’evento che, ovviamente, risulta essere molto più alta di chi segue le competizioni del mondo esports, che si attesta intorno ai 26 anni. Questo significa che lo sport tradizionale sta perdendo spettatori e che da un punto di vista del marketing sarebbe una vera manna dal cielo per il mondo sportivo riuscire ad avvicinare più giovani ai Giochi Olimpici.

Diversi comunque i problemi che impediscono agli esports di entrare all’interno del mondo sportivo professionistico e di partecipare ad eventi quali le Olimpiadi. Tra tutti questi problemi, inoltre, il maggiore è l’IOC, il comitato internazionale delle olimpiadi. L’IOC detiene la possibilità di poter decidere liberamente come presentare, programmare e acquisire diritti su tutti gli sport partecipanti all’evento, in quanto nessuna corporazione o azienda detiene i diritti di questi ultimi. Questo invece non può essere possibile con gli esports, in quanto i diritti di una competizione sono detenuti dal produttore del gioco stesso.

L’IOC, inoltre, sembrerebbe non gradire la presenza di competizioni violente nel programma olimpico, preferirebbe invece trasformare gli attuali sport presenti in competizioni virtuali. Sappiamo tutti quanto questo sia totalmente diverso da ciò che rappresentano gli esports; un gioco, per poter diventare una stella del panorama esportivo, deve essere giocato da molte persone, se nessuno gioca, nessuno guarderà le sue competizioni.

Il comitato ha comunque pensato bene di attrarre giovani menti includendo i cosiddetti ”young sports” nel proprio roster; tra questi: Arrampicata, Surf, Skate, Karate, Baseball. Scelta abbastanza discutibile se paragonata alla quantità di giovani che attraggono semplici tornei di Fortnite o League of Legends.

In difesa dell’IOC aggiungiamo però che sono iniziate numerose conversazioni con esperti esports e game publisher per provare a trovare un modo di includere gli eventi esportivi nel mondo olimpico. Conoscendo la mentalità però ci vorrà molto tempo prima che ciò accada e temiamo che quando avverrà, sarà troppo tardi. Non passerà molto tempo prima che il mondo esports si renderà conto della battaglia persa in partenza e che crei il proprio evento sportivo mondiale. Esportiadi?


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